Vaccino, Cacciari si riscopre sovranista: «I ritardi? Colpa della Ue e della follia delle Regioni»

giovedì 25 Marzo 13:32 - di Redazione
Cacciari

Contro le Regioni e contro la Ue. Non conoscessimo la storia di Massimo Cacciari, lo iscriveremmo (volentieri) in un partito centralista e sovranista. Roba da destra dura e pura, per intenderci. Le parole da lui pronunciate nel salotto tv di Lilly Gruber, su La7, lascerebbero infatti pochi dubbi circa una conversione in tal senso del filosofo, già parlamentare del Pci. Ovviamene non è così. Cacciari ha fatto scaturire la sua riflessione da una semplice constatazione: il piano vaccinale sconta troppe differenze territoriali. I criteri adottati per le prenotazioni dalle varie Regioni – chi l’età, chi la categoria, chi il lavoro – sono sabbia nell’ingranaggio. A monte, secondo lui, più che le colpe degli amministratori locali c’è la fragilità istituzionale.

Cacciari ospite della Gruber

«Troppo errori e troppe differenze tra le varie regioni nella gestione dei tanti piani vaccinali, diversi in ogni parte d’Italia». Insomma, paghiamo il conto alla repubblica di Arlecchino qual è ormai l’Italia dopo la riforma del Titolo V da parte della sinistra. «Più che chi fa bene e chi fa peggio, qui è la confusione che regna», incalza Cacciari. Un’analisi che sembra aver convinto anche Mario Draghi. Al punto da vellicarne l’idea di un sistema di prenotazioni unico per uniformare il servizio, anche in ottica anti-furbetti e caste privilegiate. Servirebbe? Di certo diminuirebbe il caos di chi dà precedenza agli anziani e chi agli insegnanti o ai giornalisti. Ma il problema è la governance.

«La Gran Bretagna ha milioni di vaccinati»

«Il difetto sta nel manico», sottolinea infatti il filosofo. Che aggiunge: «Il sistema regionalistico italiano è fatto al 75 per cento dalla sanità». Ragion per cui, «o si cambia questo sistema o queste disfunzioni continueranno a ripetersi». L’ira di Cacciari investe anche l’Europa, anzi la Ue. Ma è più che giustificata. «Il fatto che la Gran Bretagna abbia già milioni di vaccinati – rileva il filosofo – e l’Europa sia in forte ritardo è una buona notizia per gli anti-europeisti. È evidente che tutti i Paesi aspettavano solo il vaccino. Allora – si è chiesto -perché l’Europa non si è garantita contratti forti?». Già, forse il difetto sta anche nel manico di Bruxelles.

 

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