Vaccini anche in azienda. Confindustria: «A breve la lista delle imprese disponibili a somministrarli»

giovedì 11 Marzo 8:38 - di Redazione
Confindustria

Nell’attesa che il governo (forse domani) decida tempi e modalità di una nuova stretta anti-contagi, prende corpo il piano vaccinazione. L’accelerazione prevista da Palazzo Chigi passa per l’annullamento delle differenziazioni tra le Regioni. In pratica, non sarà più possibile decidere in autonomia da quale categoria professionale o da quale fascia anagrafica cominciare. Regia nazionale, dunque. Nel frattempo, si muovono anche la associazioni. Confindustria ha già fatto sapere che entro il 19 marzo concluderà la ricognizione avviata nel mondo delle imprese. L’obiettivo è presentare al governo una lista di realtà disponibili a fornire spazi per le vaccinazioni per i dipendenti, ma non solo.

Il 19/3 Confindustria terminerà la ricognizione

Parliamo, ovviamente, soprattutto di medie e grandi imprese. Comunque sia, è proprio di ieri la pubblicazione sul proprio sito da parte di Confindustria di un questionario in cui si chiede alle imprese di precisare l’ampiezza degli spazi e di segnalare l’eventuale presenza di un medico aziendale. Alla ricognizione possono partecipare anche i non associati. L’associazione di Viale dell’Astronomia non è l’unica rappresentanza d’impresa mobilitata per le «vaccinazioni in azienda». In prima linea, infatti, c’è anche la Confapi. È di tutta evidenza che il dimensionamento aziendale imprimerà un’accelerazione della campagna vaccinale soprattutto nell’Italia settentrionale dove è più massiccia la presenza di imprese medie e grandi.

La Lombardia ha già firmato l’intesa: c’è anche Confapi

Non a caso la Lombardia ha firmato già ieri con Confindustria e Confapi il protocollo d’intesa per le vaccinazioni in azienda. È stata la prima regione a farlo e altre, a cominciare da Friuli Venezia Giulia e Veneto, potrebbero seguire a breve. Come questo possa conciliarsi con una regia nazionale, in favore della quale  è la stessa Confindustria a fare pressioni, è tutto da vedere. Anche perché, oltre al dimensionamento, conta anche il numero dei cosiddetti «medici competenti», cioè i medici di azienda. La loro presenza rappresenta un elemento di vantaggio nella campagna vaccinale. Solo la Lombardia ne conta circa un migliaio.

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