Vaccini, Ue e Regioni: la doppia sfida di Draghi per produrli in Italia e accentrare la campagna

lunedì 1 Marzo 10:43 - di Niccolò Silvestri
Draghi

Il fronte più impegnativo è quello con la Commissione Europea. Fino a ieri nessuno avrebbe mai immaginato di vedere uno come Mario Draghi affilare i coltelli in vista di una trattava con la Ue. Ma la vicenda dei vaccini è troppo decisiva per indugiare nei drammi della delicatezza. E di errori, in materia, Bruxelles ne ha commessi più d’uno, come dimostrano le scarse percentuali di vaccinati, da un lato, e la tentazione di far da sé, dall’altro. L’ultimo esempio in tal senso è la Repubblica Ceca, le cui autorità hanno optato per lo Sputnik russo. Alla Commissione Draghi chiederà di fare pressing sulle aziende Big Pharma affinché liberino i brevetti per la produzione domestica dei vaccini. Ma anche di bloccarne l’export qualora non rispettino i quantitativi di dosi e i tempi di consegna.

La Consulta: il contrasto alla pandemia è competenza statale

L’obiettivo di Draghi è la produzione nazionale del vaccino in vista della campagna d’autunno. Il premier è intenzionato a centrarlo anche con l’accentramento delle operazioni. Significa – e siamo al secondo fronte – che rispetto alle vaccinazioni le Regioni non avranno più ruolo. In questo, l’ex-presidente della Bce riceve sostegno dalla fresca sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui il contrasto alla pandemia è competenza esclusiva dello Stato. Che Draghi si stesse già attrezzando in tal senso lo si evince anche dal cambio della guardia alla Protezione Civile, dove – su indicazione del sottosegretario Gabrielli – è tornato Fabrizio Curcio. E lo si capirà ancor di più ora che scadrà il mandato di Domenico Arcuri a commissario per l’emergenza sanitaria.

L’obiettivo di Draghi: 300mila vaccinati al giorno

Stando ad alcune indiscrezioni, il premier non avrebbe alcuna intenzione di rinnovarlo.  Ad Arcuri, potrebbe chiedere di gestire il supporto logistico alla campagna vaccinale, sempre che nel frattempo non riceva noie giudiziarie dall’inchiesta sulle mascherine made in China. Libero dal conflitto strisciante con le Regioni, l’obiettivo del governo è di 300mila vaccinazioni al giorno. La cifra non è ufficiale, ma sta ad indicare che è proprio sul contrasto alla pandemia che Draghi cerca quella discontinuità con Conte che finora, sebbene auspicata, è clamorosamente mancata.

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