Sondaggio, luna di miele finita: in calo Draghi (-7) e il governo (-6). Centrodestra sempre primo

sabato 27 Marzo 9:14 - di Redazione
Draghi

Sette punti in meno per Mario Draghi, sei per il suo governo. Per entrambi i numeri restano alti, rispettivamente 62 e 56, ma il calo c’è, e vistoso pure. A certificarlo è Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. È preso per dire se siamo già in presenza di un’inversione di tendenza, ma è innegabile che più l’esecutivo s’inoltra nelle decisioni extrapandemia e più questo ne evidenzia le divisioni. Pagnoncelli definisce infatti il calo come un «rimbalzo tecnico» che non a caso emerge con più nettezza geograficamente nel Nord-Est e nel Centro-Nord e socialmente nei ceti più abbienti.

Draghi paga la delusione dei non-garantiti

«Presumibilmente perplessi – azzarda il sondaggista – sulla squadra di governo e delusi per il condono fiscale». L’altra sacca di delusione riguarda il blocco dei non-garantiti. Qui c’entra l’entità dei ristori economici contenuti nel decreto “sostegni”. Il calo di Draghi e del suo governo è più visibile negli elettorati di Pd, M5S e FdI mentre non intacca, almeno per ora, quelli di Forza Italia e Lega. E veniamo agli schieramenti: il centrodestra resta in netto vantaggio, pur restando sostanzialmente stabile (solo la Lega perde mezzo punto portandosi al 22,5) al 45,5 per cento (FdI 17,2 e FI 7,6).

Fratelli d’Italia al 17,2

Meno piatta la situazione nel centrosinistra. Non è una sorpresa visti i cambi della guardia al vertice del Pd con Enrico Letta, già avvenuto, e del M5S con Giuseppe Conte, non ancora formalizzato. Entrambi i partiti evidenziano il segno più: il Pd è infatti al 20,3 (+1,3) e il M5S è al 18 (+2,6). Ma il dato va letto in controluce e correlato ai sondaggi che tempo fa evidenziavano un crollo del Pd e un incremento di ben 7 punti percentuali dei 5Stelle. Era l’effetto-Conte federatore dei due partiti. Oggi, spiega Pagnoncelli, quell’effetto risulta annullato dall’avvento di Letta, che infatti cresce molto più del suo partito, e dallo stesso Conte, la cui popolarità cala di ben quattro punti (57 per cento). La leadership di partito lo fa infatti percepire più avversario che federatore.

Renzi quasi insondabile: Iv al 2,2%

Sempre a sinistra, si registra l’inabissamento di Italia Viva, al 2,2, superata da Azione (2,4), e il calo di +Europa (1,5). A sorpresa, invece, Sinistra Italiana (2 per cento), supera Art.1 (1,2) di Roberto Speranza. Con il 39 per cento lo stesso ministro della Salute è invece secondo dopo Conte (57) e prima di Giorgia Meloni (37) nei sondaggi sulla popolarità. Evidente l’effetto-pandemia. Ultimo in classifica, con il 17 per cento, Matteo Renzi. Far nascere il governo Draghi non gli è astato.

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