Scaraffia: le donne di destra al potere senza quote rosa, quelle di sinistra schiave dell’ipocrisia

lunedì 29 Marzo 16:32 - di Adele Sirocchi

Le donne di destra hanno rifiutato le quote rosa e sono emerse come leader. Quelle di sinistra non ne sono state capaci. Lo sostiene la storica Lucetta Scaraffia in una intervista al Fatto quotidiano. “Le donne di destra – osserva – hanno avuto la fortuna di non soggiacere al principio delle quote rosa che è la costruzione ipocrita di un cartello organizzato spesso per selezionare le favorite dei maschi”.

Scaraffia: le quote rosa sono uno strumento ipocrita

Ma soprattutto le quote rosa anziché aiutare l’emanicpazione sono strumento di lotta di potere. Lo dimostra il fatto che Enrico Letta ha utilizzato la questione di genere per regolare i conti interni nel Pd.  “Però le donne del Pd non si sono ribellate. È questo il problema. Non hanno ribaltato il tavolo, non hanno protestato”.

Scaraffia: Giorgia Meloni più credibile delle colleghe di sinistra

Più credibile Giorgia Meloni perché è arrivata al comando del suo partito per le sue qualità e senza corsie preferenziali. “Giorgia Meloni si è affermata grazie all’assenza di queste concessioni benché dentro un partito schiettamente maschilista e paternalista. Ha potuto vincere la sfida in ragione delle qualità proprie non certo comparabili con quelle dei suoi compagni di viaggio”.

Enrico Letta: la svolta femminista del Pd è stata un fallimento

Tornando al Pd, la svolta pseudofemminista impressa da Enrico Letta ha dato risultati controproducenti. Ha creato malumori, ulteriori divisioni, ironie, strascichi polemici. Fino alla sferzante lettera di Marianna Madia che si è sentita tagliata fuori dai giochi per l’elezione del capogruppo alla Camera e ha tirato in ballo il correntismo.

La lite tra Madia e Serracchiani

Un vizio antico e mai estirpato. Sarebbe stato il correntismo il colpevole della sua contrapposizione con Debora Serracchiani che le ha provocato “umano dispiacere”. Così – afferma Marianna Madia – non c’è stata una sana competizione ma una cooptazione. Accusa alla quale  Serracchiani ha replicato inviperita. In pratica: lo slogan “largo alle donne” è servito solo a far litigare due dirigenti di primo piano del Nazareno. E le ha danneggiate a livello di immagine. Mentre Letta non ne esce scalfito: lui è il buon signore che ha provato a far uscire le sottoposte da un ruolo ancillare. Ed è stata subito rissa.

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