Sangue in terra, liquidi dalle bare, promiscuità tra salme e parenti: la denuncia dei Nas sugli obitori

giovedì 18 Marzo 10:54 - di Lorenza Mariani
indagine Nas obitori

Sangue sul pavimento e liquidi dalle bare: i controlli dei Nas negli obitori scoperchiano un vaso degli orrori che desta indignazione, preoccupazione e sconcerto. Un’inchiesta, macabra quanto agghiacciante, ha portato a 23 denunce e a uno sgomento generalizzato che, da Torino a Palermo, coinvolge l’intero Paese. Dove, nelle strutture di permanenza delle salme in ospedali pubblici e cliniche private, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministero, ha svolto una serie di attività di controllo dettate dall’emergenza sanitaria. E dove, inquietantemente, i militari al lavoro sull’indagine, hanno trovato feretri abbandonati. Sangue sui pavimenti. Liquidi dalle bare e, più in generale, una grave mancanza di igiene.

Sangue sul pavimento e liquidi dalle bare: controlli dei Nas negli obitori

Incredibile ma vero purtroppo. Lì, dove bisognava appurare la regolarità e il rispetto delle indicazioni di base. E ottemperare alle misure di prevenzione del contagio da Covid, è emersa una gestione ad alto rischio. Una situazione pesantemente manchevole, che i carabinieri dei Nas hanno riscontrato almeno in 85 locali ispezionati dei 375 visitati, tra obitori e camere mortuarie delle strutture ospedaliere. Nonché in analoghe aree adibite al commiato, riconducibili ad imprese funebri private e relativi servizi cimiteriali. E per questo, riferisce l’Adnkronos, complessivamente i controlli si sono chiusi con il deferimento alle autorità giudiziarie di 23 persone.

Nas negli obitori: sanzioni a strutture sanitarie, imprese funebri e servizi cimiteriali

Oltre che con la segnalazione alle autorità amministrative di ulteriori 78 soggetti: tra dirigenti di strutture sanitarie ed ospedaliere. Titolari di imprese funebri private. La contestazione per tutti riguarda le violazioni della disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E l’inosservanza degli obblighi della normativa anti-Covid e delle leggi regionali e di polizia mortuaria. Per cui le autorità competenti hanno rilevato 102 sanzioni penali ed amministrative.

Da Torino a Palermo 23 denunce: ecco i casi più gravi

Dunque, da Torino a Palermo, passando per Bologna, Pescara e Latina. E fino a Lecce, Palermo e Ragusa, i controlli dei Nas negli obitori hanno riscontrato resti umani riesumati che non sono stati più tumulati. Feretri accantonati in attesa di sepoltura da oltre un mese. Gravi carenze igienico-sanitarie ed organizzative nella conduzione delle attività. Una deprecabile mancanza di interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, oltre alla mancanza di percorsi alternativi separati, destinati alla conservazione temporanea e al passaggio delle salme decedute per Covid. Oltre il fatto che i Nas, in alcuni casi, hanno segnalato anche la mancanza di una sala di commiato per accogliere i parenti del defunto.

Una inquietante promiscuità tra salme in attesa di sepoltura e parenti delle vittime

Una gestione inadempiente finita all’indice dei Nas e per cui le autorità competenti hanno spiccato denunce che vanno: dalla segnalazione di funzionari di settore al deferimento dei responsabili sei servizi cimiteriali. Fino all’accusa di vilipendio di cadavere e alla provvedimento di sospensione delle attività. Anche perché, spiega in conclusione l’Adnkronos, i controlli dei Nas in obitori e sale settorie, hanno riscontrato gravi inadempienze nella maggior parte delle irregolarità. Esattamente 68 tra quelle complessivamente sanzionate. Legate soprattutto ai luoghi deputati alla permanenza delle salme e all’ospitalità dei familiari, mantenuti in carenti condizioni igienico-sanitarie e strutturali. Dove, a quanto risulta, i Nas avrebbero trovato addirittura feretri lasciati per lungo tempo in ambienti promiscui e in attesa di sepoltura o cremazione. Oltre a false attestazioni di sepoltura di resti precedentemente riesumati. E a bare che perdevano liquidi sul pavimento, macchiato anche di sangue. Una orrenda vicenda su cui aleggia preoccupazione e sdegno.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *