Rocco Casalino: «Nel Pd cancri da estirpare». L’ira dei dem, le scuse a metà. E Conte arrossisce

martedì 9 Marzo 18:26 - di Giorgia Castelli
Casalino

Rocco Casalino la spara grossa sul Pd. L’ex portavoce ospite del programma Oggi è un altro giorno di Serena Bortone su Raiuno tra un ragionamento e un altro attacca: «Ci sono alcune persone del Pd che sono straordinarie come Zingaretti e anche Franceschini che ho conosciuto. E poi ci sono alcuni cancri che riescono a distruggere il bello del Pd. Bisognerebbe estirpare questi cancri. Forse ho usato un’espressione sbagliata, diciamo questi elementi negativi».  Parole che non passano inosservate e che scatenano l’ira dei dem e soprattutto di quelli che sono contrari all’asse con Conte.

Il Pd contro Casalino: «A nome di chi parla?»

In molti si chiedono se Casalino parli come fiduciario di Conte o esprima l’opinione dei 5Stelle. Di fatto, per Conte leader dei grillini scoppia la prima grana. Durissimo Matteo Orfini: «Secondo il portavoce del presunto punto di riferimento di tutti i progressisti, nel Pd ci sono “cancri da estirpare”. Direi che possiamo considerare questa garbata esternazione la chiusura di una stagione piuttosto infelice. E magari cominciare a ricostruire senza subalternità». Dal canto suo Andrea Marcucci, capogruppo Pd del Senato aggiunge: «Casalino offende il Pd, ci insulta e dimostra disprezzo per il nostro dibattito interno. Vorrei capire se esprime sue opinioni personali o se parla a nome del M5S o a nome del professor Conte? Cancro da lui evocato, misura sua cultura politica».

«La Rai ne dovrà rispondere»

Andrea Romano, componente della commissione di Vigilanza sulla Rai osserva: «Non è in alcun modo tollerabile che qualcuno (Casalino o chiunque altro) definisca il Partito Democratico un corpo con “cancri da estirpare”. Offendendo tutti i malati oncologici e una grande comunità politica come quella del Pd, per di più su una rete del servizio pubblico». E poi su Twitter rincara la dose: l’amministratore «delegato Rai e il direttore di Raiuno ne dovranno rispondere in #Vigilanza #orabasta».

Caustico Filippo Sensi: «Leggo che il portavoce – ex? – di un ex presidente del Consiglio andrebbe in tv a dire che nel Pd ci sarebbero dei cancri da estirpare. Non so se alluda a persone o a cosa.  Non ho mai commentato, per indole e garbo, il suo comportamento professionale quando era al governo. Ma che vada in giro, e alla Rai – vorrei verificare meglio – a giocare sulla malattia, sulla pelle degli altri e sulla dignità di una comunità politica, la mia, anche no. Non sarò io a fare interrogazioni, a chiedere dimissioni o prese di distanza, ma un minimo di rispetto sì».

Uno dopo l’altro si susseguono i commenti. L’ira dei dem monta sempre di più. Su Twitter Enrico Borghi scrive: «Mi hanno insegnato da piccolo che quando cominciano ad insultarti hai iniziato a vincere la partita. Oggi, dopo giorni di una sequela di altissime perle, abbiamo raggiunto l’acme e siamo stati annoverati “cancri da estirpare”. Ben arrivato sul terreno della sconfitta, ing. Casalino».  Per Emanuele Fiano, della presidenza Pd alla Camera «è un linguaggio inaccettabile, violento, insultante. Si intromette nella vita di un altro partito. Si è oltrepassato il limite. Questa non è politica, è il linguaggio dell’antipolitica e della distruzione dei rapporti politici. Chi ha in questi giorni responsabilità di rappresentare il Pd, e cioè la Presidente Cuppi, difenda la nostra comunità fatta di milioni di elettori e militanti, che non hanno nessuna intenzione di accettare questi insulti. Deve pretendere scuse formali da Casalino, e anche Giuseppe Conte dovrebbe parlare».

Casalino costretto a scusarsi

Casalino è travolto dalle proteste. Sott’accusa è costretto a scusarsi. «Mi sono già scusato in diretta per la mia frase che è stata oggettivamente infelice, soprattutto per l’espressione usata. Ciò che volevo dire è che il Pd è una comunità fatta di tante persone straordinarie come Zingaretti e tanti altri che ho avuto modo di conoscere di persona. Ma che al suo interno, purtroppo, ci sono alcune persone che lavorano per distruggere ciò che tutti gli altri costruiscono con fatica e sacrificio, che per una mera lotta di potere minano il concetto più nobile del fare politica. Ad ogni modo mi scuso ancora per l’espressione usata».

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