Recovery, le proposte di FdI. La Meloni avverte: «Niente scherzi, l’ultima parola è del Parlamento»

mercoledì 31 Marzo 13:41 - di Elsa Corsini

Roma capitale, famiglia e tutela della maternità. Sicurezza, giustizia, infrastrutture, turismo.  Fratelli d’Italia punta i piedi sui dossier che non possono mancare nel Piano di ripresa e resilienza che il Parlamento si appresta a varare. E che finora è una riedizione del piano del governo Conte, di fatto rispedito al mittente da Bruxelles.

Recovery, Meloni: sul piano l’ultima parola spetta al Parlamento

Riflettori puntati sui progetti da finanziare con il Recovery Fund alla conferenza stampa di Giorgia Meloni nei locali della Fondazione Alleanza nazionale in via della Scrofa. Insieme alla leader di Fratelli d’Italia presenti anche i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani. E i presidenti delle Commissioni Bilancio, Paolo Trancassini e Nicola Calandrini. La Meloni ha sottolineato la responsabilità nell’individuare come spendere i finanziamenti che arriveranno da Bruxelles. Di cui solo una minima parte sono a fondo perduto. Una gran parte sono debiti che peseranno ‘sui nostri figli’. Nessuno spreco, dunque. No a finanziamenti parcellizzati che non consentirebbero all’Italia di uscire dalle secche della pandemia e dei ritardi.

Le due risoluzioni di Fratelli d’Italia: di metodo e di merito

La Meloni ha illustrato le due risoluzioni di Fratelli d’Italia in votazione al Parlamento. Sulle quali si augura una risposta positiva dalle altre forze politiche. Una sul metodo, perché su un documento così strategico l’ultima parola spetti alle Camera. L’altra di merito con le proposte principali avanzate da FdI, frutto di un lungo  lavoro. “A fronte di 150 miliardi  che abbiamo già spese, spenderemo ancora 130 milioni”, ha detto la Meloni. Una responsabilità enorme. Che deve coinvolgere il Parlamento. Che deve avere l’ultima voce in capitolo.

Il Parlamento deve avere l’ultima parola

Quindi ha aggiunto di scartare la sola ipotesi che il Piano con i progetti da finanziare scavalchi le Camere. “Ma qualcosa non torna. Oggi si vota il piano di Conte che è stato la pietra dello scandalo che ha portato alla crisi di governo. Il piano fu subissato di critiche. Dalla Banca d’Italia, dalla Corte dei Conti, dall’Unione europea. E  quindi non si capisce perché abbiamo cambiato governo. Eppure Draghi, nel suo intervento di insediamento in aula, ha detto che lo avrebbe rivisto. Delle due l’una. O il governo ha deciso di andare avanti con il piano firmato da Conte e dall’ex ministro Gualtieri, oppure stiamo discutendo un piano che sarà modificato ulteriormente. E  arriverà Bruxelles un testo non condiviso dal Parlamento”. Che sarebbe uno schiaffo al Parlamento. L’ultima versione del piano deve passare per il via libera delle aule parlamentari.

“Abbiamo chiesto un miliardo per Roma Capitale”

Nel merito ha elencato le materie che non posso mancare. Natalità, sicurezza, un piano carcerario. Infrastrutture, i porti, Roma Capitale, la ricostruzione delle aree terremotate. Nel Piano “abbiamo chiesto di inserire anche i poteri per Roma Capitale. Perché non è un problema di Roma ma un problema nazionale. Adesso se ne è accorta anche la Raggi”, ha rimarcato la Meloni. “Chiediamo che ci siano risorse adesso. Pari a un miliardo l’anno per i prossimi sei anni. La Capitale non può essere gestita con i poteri di un comune di mille abitanti“. Poi ha denunciato l’assenza di un piano per la famiglia. “Non capisco perché, mentre l’Europa ha un piano per qualunque cosa, non abbia un piano famiglie . Per incentivare la natalità e proteggere la maternità. Eppure si chiama Next generation Ue”.

La rete delle telecomunicazioni deve essere pubblica

Sul tema delle telecomunicazioni, invece, Fratelli d’Italia  chiede che la rete di comunicazioni sia pubblica. “Non si può digitalizzare tutto”, ha detto. “Che vuol dire anche condividere i dati sensibili e personali degli italiani su qualunque materia. Continuando a consentire che la nostra rete di comunicazioni sia in mano a una nazione straniera. Segnatamente la Francia, attraverso Telecom. La rete deve essere pubblica e il servizio venduto in regime di libera concorrenza dai privati“, ha concluso Meloni. E ancora il turismo. Un settore messo in ginocchio dalla pandemia, per il quale Fratelli ha chiesto lo stato di emergenza. E la tutela del mondo agricolo.

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