Povero Pd, dilaniato dalle correnti e preso in giro da Grillo: «Mi propongo come leader»

sabato 6 Marzo 12:07 - di Michele Pezza
Grillo

Beppe Grillo torna esattamente laddove tutto era cominciato: la candidatura alla guida del Pd. Lo fa, alla sua maniera, con un lungo post sul blog. «Mi propongo – vi si legge – per fare il vostro segretario elevato. Ero già iscritto». Gli anni passano e, quel che è peggio, si vedono. All’epoca la provocazione risultò creativa e intelligente. Oggi soltanto patetica. Anche per effetto della drammatica crisi in cui si dibatte il Pd. Allora la risposta dei dirigenti di quel partito fu sprezzante. Nel blog lo stesso Grillo rievoca quella di Piero Fassino, oggi indicato come possibile reggente al posto di Zingaretti. «Fece la sua premonizione dicendo: si prenda, si faccia un partito». Infatti, il comico fondò i 5Stelle riscuotendo un insperato successo di pubblico e di critica.

Da Grillo una provocazione vecchia di anni

Oggi M5S e Pd sono alleati. Ma non è stato facile: prima del “sì” al Conte-bis e ora a Mario Draghi c’è stato oltre un decennio di insulti, dispetti e querele incrociate. Un pregresso pesante, unito ad un presente non certo incoraggiante, che impone di dare del post una lettura più cruda. Non può infatti sfuggire che rispetto alla provocazione di allora, il Pd di ora abbia meno voglia di giocare. O comunque di prestarsi a fare da bersaglio per incursioni altrui. Quelle di Grillo saranno semmai motivate dalle migliori intenzioni, ma è del tutto evidente che la sua provocazione finisca per rendere ancor più evidente il travaglio degli alleati.

«Mettete nel simbolo la data del 2050»

Più che un aiuto, è un’invasione. Che Grillo tenta di mascherare chiedendo ai dem «una nuova narrazione». Tanto più ora, sottolinea, che tutta la politica è «in un momento di riflessione», favorito dalla nascita del governo Draghi per contrastare la pandemia. «Il Pd – scrive Grillo – deve avere un progetto. Io non ho mai sentito parole come transizione, ecologia, energie rinnovabili, eppure sono tutte cose che sono sul piatto adesso». Da qui la proposta rivolta a tutti i partiti di aggiungere nei rispettivi simboli la data del 2050.«Facciamo un progetto in comune, ne usciremo in un modo straordinario». Pd colpito e affondato. Lì, infatti, non ride nessuno.

 

 

 

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