Ponte Morandi, l’imbarazzo dei 5 Stelle che avevano giurato di togliere la concessione ai Benetton

mercoledì 17 Marzo 20:54 - di Paolo Lami

Avevano fatto fuoco e fiamme promettendo  di togliere immediatamente la concessione delle Autostrade ai Benetton subito dopo il crollo del Ponte Morandi che nel disastro, avvenuto il 14 agosto 2018 a causa della rottura di uno strallo della pila 9, si era portato via la vita di 43 persone.

E ora, a distanza di quasi tre anni dalla tragedia, con due governi Conte che non hanno fatto nulla su Autostrade alle spalle e mentre i Benetton continuano a tenere saldamente in mano le concessioni, i Cinque Stelle spillano tutto il proprio imbarazzo per non aver mantenuto le fiammeggianti promesse.

Le ultime novità emerse nel corso dei processo che si sta svolgendo in queste settimane sono sale sulle ferite dei Cinque Stelle.

Le intercettazioni dei massimi dirigenti di Autostrade depositate recentemente dalla guardia di Finanza al processo e che riguardano le ispezioni notturne condotte sul Ponte Morandi e suoi suoi stralli ammalorati prospettano scenari  di totale incuria. Così come le relazioni consegnate a dicembre dagli esperti, i 4 periti chiamati dal gip a spiegare cosa sia davvero accaduto in quel momento al Ponte Morandi per farlo implodere su sè stesso.

Nelle chiacchierate fra gli ex-dirigenti di Autostrade per l’Italia, Paolo Berti e Michele Donferri Mitelli, gli investigatori delle Fiamme Gialle che li intercettano raccolgono queste parole a proposito delle ispezioni notturne al Ponte Morandi: “”cosa mandavano i ciechi! mandavano i ciechi a fare ispezioni questi! I ciechi!”.

Non solo. A peggiorare le cose ci sono le ricostruzioni dei 4 periti del gip. Che citano le parole della Spea, la società di ingegneria di Autostrade per l’Italia:  “La guaina è apparsa ossidata; l’iniezione è assente; sono stati visti 3 dei 4 trefoli che si muovono con facilità facendo leva con uno scalpello; i fili dei trefoli sono ossidati“.

“Le ultime raccapriccianti novità in merito al crollo del ponte Morandi di Genova accrescono il già forte sgomento su un dramma che si sarebbe dovuto e potuto evitare – dicono i senatori M5S in Commissione Lavori Pubblici e Trasporti – Nell’attesa che la magistratura continui a fare il suo lavoro, le responsabilità di chi ha avuto in gestione quel ponte sono inequivocabili. E il livello di incuria in cui versava il Morandi in quel drammatico 14 agosto 2018 sempre più lampante.”.

Di qui una nuova richiesta dei grillini di “un ritorno alla gestione pubblica dei 2900 km di autostrade che si trovano ora sotto il controllo di Aspi”.

”Pertanto – dicono gli esponenti M5S – auspichiamo che il governo si impegni direttamente nel dossier e che il ministro Franco venga ad aggiornarci in Question Time: è fondamentale concludere la trattativa che dovrà portare Cdp al controllo di Autostrade per l’Italia“. Insomma 3 anni di chiacchiere passati invano.

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