Pd, il “signornò” di Marcucci prima grana per Letta: «Io resto. Le donne piazzale altrove»

martedì 23 Marzo 14:17 - di Valerio Falerni
Marcucci

Al momento è solo una grana. Le prossime ore ci chiariranno se potrà trasformarsi in un piccolo Vietnam. Di certo c’è che il caso è aperto. Perché un grattacapo ad Enrico Letta la lettera di Andrea Marcucci è destinata a procurarglielo. Il capogruppo al Senato, infatti, non ha alcuna voglia di farsi da parte per fare posto ad una donna. «Puoi darci consigli – ha detto in sostanza al segretario – ma non puoi imporci niente». Marcucci si fa scudo dell’autonomia dei gruppi. Da leader del Pd, Letta è tenuto a rispettarla. Significa che se l’attuale capogruppo non si dimette, lui deve riporre nel baule dei buoni propositi l’idea di avere una donna anche alla guida dei senatori.

Polemica lettera di Marcucci al segretario

Oppure, in alternativa, ingaggiare uno di quegli infiniti bracci di ferro a colpi di agguati e di imboscate che fa tanto Vietnam. «Si dice che chi ha il compito di prendere delle decisioni si senta spesso solo – scrive Marcucci -. Io devo essere un uomo particolarmente fortunato, perché in questi tre anni ne ho prese tante ma non l’ho mai fatto da solo». Un modo per sottolineare che non è solo. Da qui la disponibilità ad «accogliere  tutti i consigli», unita però alla volontà di «rigettare le imposizioni strumentali». Sulla parità di genere, Marcucci è ovviamente d’accordo. Ma nello stesso tempo invita il segretario a guardare altrove.

«La parità di genere? Ci sono tanti posti»

A cominciare «dalle otto importanti città» in cui si vota, per finire «ai tanti luoghi dove un Pd declinato troppo al maschile, esercita funzioni di governo». Senza escludere le «cariche apicali del partito, dove per troppi anni le donne non sono state protagoniste». Come a chiedere: con tanti posti disponibili proprio dalla mia poltrona vuoi cominciare? Letta e Marcucci s’incontreranno a breve. Oggi il leader ha partecipato con il capogruppo della Camera Graziano Del Rio all’assemblea dei deputati. A Montecitorio l’aria è più tranquilla. Al Senato si vedrà. Di sicuro c’è che la lettera ha il valore di un vero e proprio altolà al leader. Anzi di un “bentornato nel Pd“.

 

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