Osho già rimpiange Conte e Casalino: “Erano come Ric e Gian. Arcuri mi chiedeva le vignette su di lui”

sabato 13 Marzo 18:39 - di Carlo Marini
Osho Conte

In una lunga intervista sul Corriere della Sera, Federico Palmaroli, in arte Osho, parla a tutto campo. L’autore satirico del Tempo già rimpiange il governo Conte. Per puri motivi professionali, s’intende. Al giornalista che chiede a Osho, se rivedremo Conte, risponde. «Se dovesse accadere, mi calerebbe parecchio. Alla caduta del governo gialloverde disse che la sua esperienza in politica sarebbe finita lì. Invece ha fatto il Conte 2 ed era pronto al Conte 3, 4, 5… Anche 15. Una volta che lo tocchi con le tue manine, il potere fatichi a mollarlo». Nel caso, tornerà con Rocco Casalino? «Penso proprio di sì. Sono una coppia indissolubile, come Ric e Gian».

Osho su Conte: “Con Casalino formano una coppia indissolubile”

Su Draghi, invece, Palmaroli ammette di non averlo ancora messo a fuoco. «Ancora devo inquadrarne l’espressività. Con le mascherine è più difficile». L’autore romano non si sottrae a domande scomode. “Se lavorasse per Charlie Hedbo, farebbe una fotovignetta su Maometto?”, gli chiede Stefano Lorenzetto. «Sì, perché sono nemico del politicamente corretto. Però quel tipo di umorismo non mi fa ridere. Mi fermo soltanto davanti alla morte e alla malattia».

“Gentiloni mi dava un sacco di soddisfazioni”

Osho svela anche qualche retroscena sulle reazioni del Palazzo. A cominciare dall’ex portavoce di Renzi, attuale deputato Pd, Filippo Sensi. «Un mio fan, volle conoscermi. A Palazzo Chigi mi presentò Paolo Gentiloni. Quel premier sì che era tanta roba, me dava un sacco de soddisfazioni. Matteo Salvini l’ho conosciuto alla processione con la Macchina di santa Rosa a Viterbo e mi ha riempito di lodi». Chi le chiede le fotovignette originali? «Domenico Arcuri. Tipo autoironico».

“Stimavo Almirante e ora mi identifico con la destra sociale”

Il più divertente? «Il ministro Giovanni Tria quando andava a Bruxelles a prendere schiaffoni dal commissario Pierre Moscovici». Palmaroli spiega anche la sua feroce satira sul M5s. «Non è colpa mia se fanno le capriole. Le contraddizioni generano la satira». Da quanto tempo segue la politica? «Avevo i calzoni corti. Mi bevevo persino le “Tribune politiche” con Ugo Zatterin. E adoravo “Mixer” di Giovanni Minoli». Ha cambiato spesso idea? «No. Stimavo Giorgio Almirante. Anche Gianfranco Fini, prima che diventasse liberista con la Svolta di Fiuggi». Ecco perché passa per fascista. «Non ho mai avuto la tessera del Msi. Mi identifico con la destra sociale». Alla domanda se sembrano tempi da ridere, questi? Osho si congeda con una citazione “alta”, di Aldo Palazzeschi. «Nel Controdolore scrive che devi entrare nel tunnel del dolore per uscire nella luce della risata».

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