Nuoto decapitato dal governo. Barelli: «Gli impianti falliscono. Ora è arrivata la botta finale»

sabato 27 Marzo 12:17 - di Redazione

Anche la Federnuoto scende in campo contro la cancellazione dello sport nell’agenda del governo. Che ha confermato la totale chiusura degli impianti sportivi. Mettendo a serio rischio la sopravvivenza del settore. E la salute degli italiani.

Barelli: il governo ha martirizzato lo sport

Va giù duro Paolo Barelli numero uno della federazione. La pazienza è finita e c’è aria di rivolta contro i divieti. Ancora lucchetti alle piscine mentre per altri settori le maglie si allentano. “Tutti fermi fino a fine aprile? Se la cosa dovesse davvero essere così sarà un vero disastro. Per lo sport italiano e per l’attività motoria”, dice dando voce alla rabbia degli operatori. Molti dei quali a rischio di sopravvivenza.

“Gli impianti falliranno. C’è una persecuzione”

“Gli impianti falliranno”, incalza contro il governo. “E  i figli e nipoti dei ministri e parlamentari diventeranno dei ciccioni malaticci. Credo che la reazione dei gestori sarà veramente forte, sono alla canna del gas”. Fin dal governo Conte, proseguendo con Draghi, si assiste a una vera e propria persecuzione contro un comparto strategico. Chiuso da ottobre senza evidenze scientifiche sulla connessione tra attività sportive e curva del contagio.

I ristori? Meno di un’elemosina. Una vergogna

“Il settore è stato martirizzato dai governi -continua un inferocito Barelli- perito sotto i colpi dei Dpcm. Sono offeso e drammaticamente arrabbiato, dice all’Adnkronos, anche perché i ristori sono stati un’elemosina per comprare la carta igienica”. E fa i conti. Dopo gli impegni non mantenuti dal governo Conte a ottobre.

Federnuoto: “Questa è la botta finale”

“E’ il settore più bistrattato del paese, la neve ha avuto 700 milioni di rimborsi. Il turismo qualcosina, poca roba per commercio e ristorazione, per lo sport praticamente nulla e i gestori vanno avanti con le quote istituzionali”. Palazzo Chigi continua a ignorare le proposte degli operatori del settore. “Sono tutte cose che ho detto chiaramente alla Camera. Al cospetto della povera Vezzali, che si trova in un problema più grande di lei. Questa è la botta finale. Parlano di riaprire le scuole, lì si riesce a mantenere la sicurezza dal contagio? Ma mi facciano il piacere”.

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