Lo sport in piazza contro il governo. E la Camera boccia la proposta di FdI per riaprire in sicurezza

martedì 9 Marzo 20:16 - di Alessandra Danieli

La pazienza è finita. Le associazioni sportive scendono in piazza e fanno sentire la loro voce contro la chiusura a oltranza di palestre, piscine e centri sportivi. In mille oggi a piazza del Popolo per accendere i riflettori su un settore dimenticato dal governo. Nello stesso giorno in cui l’aula di Montecitorio boccia un emendamento di Fratelli d’Italia a sostegno dello sport. Una proposta per la riapertura degli impianti sportivi nelle zone bianche e gialle nel rispetto delle normative anti-covid.

Sport in piazza contro le chiusure: la pazienza è finita

“Oggi è già trascorso un anno da quando il settore sportivo è stato fermato per poi essere collocato in un inspiegabile ed ingiustificabile dimenticatoio collettivo”. Si legge in un comunicato stampa degli organizzatori. “Nonostante l’indiscutibile contributo che lo sport apporta in ambito sociale, culturale, sanitario. Educativo ed economico. Lo sport pare ormai relegato in Italia a ruolo di mera attività ludica. E quindi serenamente sacrificabile”.

L’Asi in prima fila: lo sport merita rispetto

In piazza anche l’Asi (Associazioni sportive e sociali italiane). Con un maxi striscione di circa 30 metri, uno di quelli comparsi ieri sui ponti di Roma con la scritta “Lo Sport merita rispetto“.

Tra le noti dolenti anche la mancata nomina del ministro dello Sport da parte di Draghi. Una omissione non casuale. Interpretata dagli operatori e imprenditori sportivi come una triste conferma. “Noi facciamo parte, evidentemente, delle categorie professionali da non garantire”. La preoccupazione cresce di settimana in settimana. “Ci sentiamo vittime, invisibili e mute, di torti reiterati e mancati indennizzi. Senza giustificazioni. A pochi giorni dalla presentazione del nuovo Dpcm, tutti noi gestori e lavoratori di palestre, centri sportivi, scuole di danza, tecnici, allenatori siamo già allo stremo”.

La Camera boccia l’emendamento di Fratelli d’Italia

Poche ore dopo la manifestazione la doccia fredda del governo. Che boccia l’emendamento di Fratelli d’Italia al decreto covid-elezioni per la riapertura in sicurezza del settore dello sport. A illustrare la proposta a difesa di un settore allo stremo, la leader Giorgia Meloni. Che chiede di prendere in considerazione la riapertura di palestre. Piscine e scuole di danza. Solo nelle zone bianche e gialle. Secondo il rispetto di protocolli in vigore.

Meloni: chiediamo una apertura in sicurezza di palestre e piscine

Fratelli d’Italia ha sempre sollecitato un approccio diverso dalla chiusura automatica per settori. “Noi abbiamo sempre proposto – ricorda la Meloni – una chiusura determinata dai protocolli in vigore. Sui quali deve essere la politica a decidere. In questi mesi si è fatta la scelta più facile. Invece che quella più giusta. Chiudere per settori era più facile che scrivere norme. E garantire il rispetto di protocolli. Sui quali doveva essere il governo a prendersi le proprie responsabilità”.

Tra tutte queste misure irragionevoli, sottolinea la leader di FdI, “quella che riguarda le palestre, le piscine e le scuole di danza, è di certo tra le più irragionevoli. Come sanno bene le persone che fanno sport. La gran parte delle attività sportive si può svolgere nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza sanitaria”.

La delusione di FdI: un’occasione persa

Ma il passo del governo Draghi non è diverso da quello del suo predecessore. La proposta di Fratelli d’Italia è stata bocciata dall’Aula con 217 no, 160 astensioni e 66 sì. “Siamo molto delusi dal voto”, hanno commentato a caldo i parlamentari Lollobrigida, Caiata, Belluci e Gemmato. “Ancora una volta, il governo ha detto no ad una proposta di buon senso. Che interessa una categoria in ginocchio. Che oggi in una manifestazione a Piazza del Popolo chiedeva al Parlamento aiuto”. Dall’esito della votazione risulta che i voti favorevoli e degli astenuti superano quelli contrari. Se chi si è astenuto avesse votato a favore dell’emendamento, la proposta sarebbe passata. Un’occasione persa.

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