No ai brani sulla malavita: una legge m5s manderebbe in galera Ornella Vanoni e altri cantanti (video)

martedì 23 Marzo 11:30 - di Luisa Perri

I 5 Stelle hanno presentato una legge che, se fosse approvata, manderebbe sicuramente in galera Ornella Vanoni. Probabilmente Francesco De Gregori, Paolo Belli e i Pooh. E con certezza matematica la metà dei rapper italiani e internazionali. Tutte canzoni che celebrano più o meno indirettamente la malavita.

E’ stata infatti depositata alla Camera, una proposta di legge per impedire di cantare brani che “inneggiano alla criminalità, alla malavita e alla mafia”. La proposta di legge è firmata da Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle. Non serve essere Mario Luzzato Fegiz o Vincenzo Mollica per sapere che centinaia di brani si ispirano a fatti criminali. Nè occorre essere uno storico dellla musica pop per sganasciarsi dalle risate pensando a chi rischierebbe la galera.

La legge M5s che vuole mettere le manette alle canzoni

La deputata grillina, per colpire i rapper criminali, rischia infatti di censurare la storia della musica leggera. La Ascari vuole infatti introdurre nel codice penale l’aggravante dell’istigazione e dell’apologia nel reato di associazione di tipo mafioso. «Certi messaggi vanno fermati, qualsiasi sia il canale di cui si servono». La proposta di Ascari si snoda in due articoli: primo, se la canzone viene eseguita durante uno spettacolo pubblico nessuna pietà e pena aumentata fino a 2/3. Secondo articolo, se per farla conoscere si utilizza Facebook o un altro social scatta anche la sanzione pecuniaria fino a 10mila euro. «Ancora oggi il fenomeno non viene preso con la dovuta serietà», sostiene convinta la Ascari.

Proviamo a immaginare se la legge entrasse in vigore, oggi, chi dovremmo arrestare e censurare. Prendiamo dieci brani per altrettanti cantanti, ma potrebbero essere centinaia.

 

Ornella Vanoni con la legge della Ascari rischierebbe l’ergastolo. La cantante milanese è nata come cantante della mala. Con lei avrebbe rischiato l’arresto e una reclusione anche Giorgio Strehler, autore dei testi. . Presentato al Festival di Spoleto nel 1959, l’album riscosse il plauso della critica e sollecitò altri artisti dell’area milanese come i Gufi, Gaber, Jannacci, a incrementare l’immaginario della “mala” con altre canzoni e parodie.

 

Stessa sorte avrebbe conosciuto Gabriella Ferri con Canto de Malavita. Cantata anche in televisione in prima serata su Raiuno. Per lei la pena sarebbe stata ancora più pesante grazie alla legge grillina.

Probabilmente se la sarebbero cavati solo con una diffida e una segnalazione in questura, i Pooh che con il brano Pensiero celebrano i sentimenti di un carcerato, in galera per qualche reato grave a giudicare dalla pena detentiva.

Sarebbe stato decisamente più complicato per Fabrizio De Andrè motivare l’apologia per un camorrista come Raffaele Cutolo. Quel brano Don Raffaè rendeva eccessivamente simpatico il boss recentemente scomparso.

L’avvocato di Francesco De Gregori avrebbe avuto i suoi grattacapi per difendere il cantautore romano che celebrava il famigerato rapinatore Sante Pollastri nella canzone Il bandito e il campione. A salvarlo, forse, il reato andato in prescrizione.

Guapparia e l’inno della Malavita cantato da Merola e Ranieri

Per non parlare di Mario Merola, che con tutto il suo repertorio sarebbe andato in carcere senza neanche andare a processo. Come prova regina sarebbe bastato il brano Malavita. E con lui tutti gli epigoni a cominciare da Massimo Ranieri. 

 

Se la vedrebbe male anche Paolo Belli. Con la sua band Ladri di Biciclette e l’omononima canzone si guadagnerebbero di sicuro il reato di istigazione a delinquere.

Per Gabbie Umberto Tozzi dovrebbe invece ricorrere all’avvocato per difendere dall’accusa di fare l’apologia dei criminali detenuti.

In alcuni casi la legge Ascani avrebbe richiesto addirittura una rogatoria internazionale. Nel Regno Unito tra i wanted sarebbero finiti Freddy Mercury e i Queen, per quel brano che autodenuncia un omicidio. Bohemian Rapsody. Partirebbe come minimo una querelle diplomatica con il governo britannico, che al brano ha dedicato anche un’esibizione delle guardie della Regina.

La legge Ascari avrebbe colpito anche Oltre Oceano. Quel brano Smooth Criminal di Michael Jackson contiene un messaggio davvero inquietante elogiando un “criminale”. Come dice la Ascari? «Ancora oggi il fenomeno non viene preso con la dovuta serietà». Chi non va preso sul serio, di sicuro, sono i 5 Stelle e le loro proposte di legge.

 

 

 

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