L’ira della Meloni: “Il pentito aveva già smentito, Repubblica non se n’è accorta: che squallore”

domenica 7 Marzo 17:12 - di Marta Lima

“Guarda un po’ cosa riporta il quotidiano ‘Latina Oggi‘. L’attendibilissimo pentito dello scoop di ‘Repubblica‘ secondo il quale avrei consegnato 35 mila euro in una busta del pane a un clan di rom aveva ‘rettificato’ le accuse nei confronti miei e di Fdi già molto tempo fa”, attacca Giorgia Meloni, il giorno dopo le accuse del quotidiano e le prove delle sue clamorose “amnesie”, ben documentate da un quotidiano locale (qui l’articolo completo del Secolo d’Italia). La leader di Fratelli d’Italia va giù duro nei confronti del quotidiano romano, che anche oggi aveva insistito nelle accuse (foto in alto).

La Meloni contro “Repubblica” per le amnesie sul pentito

“È negli stessi atti utilizzati da ‘Repubblica’ per gettare fango su di noi, ma evidentemente quella parte dei verbali non era piaciuta a chi doveva costruire accuse fondate sul nulla per attaccare l’unica forza di opposizione della Nazione. Che sorta di giornalismo è questo? Nessuno si vergogna per questo squallore?”, scrive su Facebook Giorgia Meloni.

Le rettifiche del pentito che accusava Fratelli d’Italia

Si legge su Latina Oggi, che «a suffragio di quanto sostiene la leader di Fratelli d’Italia interviene lo stesso Agostino Riccardo con una dichiarazione  rilasciata due mesi dopo la precedente, il 7 dicembre 2018, al pm Barbara Zuin. “Voglio precisare una cosa sulla quale ho pensato a lungo. Ho riferito del pagamento di 35.000 euro che ho ricevuto da un signore per la campagna elettorale del 2013 in favore di Pasquale Maietta. Ho ricordato che prima di ricevere i soldi, vi era stata la presentazione da parte della Meloni di Maietta quale candidato, avvenuta presso il centro commerciale Latina Fiori. Noi eravamo presenti, ma ovviamente in disparte. C’era molta gente, diversi esponenti politici e diverse persone dello staff della Meloni. Tra queste era presente l’uomo che mi ha consegnato i 35.000 euro all’Eur”». Di conseguenza, si legge ancora sul quotidiano, «è un’altra narrazione. Nessuna presentazione, nessuna richiesta di denaro “in diretta”. Nessuna richiesta di rivolgersi a questo o quel segretario. E soprattutto nessun seguito investigativo visto che non c’è neppure prova che quella dazione di denaro sia avvenuta».

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