“Le spese non erano pazze”. Assolti 19 ex consiglieri liguri: il viceministro Rixi fu costretto alle dimissioni

venerdì 19 Marzo 9:31 - di Carlo Marini
rixi ANSA

“Il fatto non sussiste”. Con questa motivazione la Corte d’appello di Genova ha assolto i 19 ex consiglieri regionali che erano stati condannati in primo grado a pene detentive fino a 3 anni e 5 mesi per le cosiddette “spese pazze” in Liguria che avevano fatto scandalo due anni fa. Tra di loro anche l’ex viceministro Edoardo Rixi, costretto alle dimissioni sotto la furia del M5s.

Il M5s cavalcò la vicenda contro il viceministro Rixi

“I 19 ex consiglieri della Regione Liguria accusati di peculato sono stati assolti. Tra loro anche gli amici Edoardo Rixi e Matteo Rosso, a cui va il mio abbraccio, certo che continueranno a lavorare come e più di prima per il bene della nostra regione”. Così il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su Twitter commentando la sentenza di assoluzione.

Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini. “Assolti in appello Edoardo Rixi e Francesco Bruzzone. Sono molto felice per loro e per gli altri imputati, sottoposti per troppo tempo a polemiche e fango, e per questo costretti anche a rinunciare a incarichi che avrebbero meritato per competenza e onestà. Giustizia è fatta, ma ci aspettiamo le scuse dei giustizialisti di professione. Ora avanti tutta, più forti di prima”.

Spese pazze, un processo gemello in Lombardia

Edoardo Rixi, responsabile infrastrutture della Lega ed ex componente del governo Lega-M5S. Rixi aveva preso 3 anni e 5 mesi nel processo di primo grado. E il verdetto pronunciato il 30 maggio 2019 ne aveva determinato le dimissioni da viceministro dei Trasporti (il titolare all’epoca era Danilo Toninelli), sebbene avesse incassato la solidarietà di Matteo Salvini. Nelle scorse settimane il suo nome era stato inserito nelle liste dei papabili sottosegretari del nuovo esecutivo guidato da Draghi, ma l’imminenza del verdetto bis aveva indotto a sorvolare. «La prima volta – ha detto a La Stampa – mi sono dimesso, la seconda non ho accettato l’incarico perché ho pensato: non posso andarmene da ogni governo in cui entro per la storia delle spese pazze. Farebbe ridere, no? I finanzieri fecero la prima perquisizione per questa vicenda nel 2012. Sinceramente, dopo quasi 9 anni, non me lo aspettavo più».

Nel frattempo, a Milano un processo pressoché identico è ancora aperto e riguarda le spese pazze in regione Lombardia tra il 2008 e il 2012. Processo a carico degli ex consiglieri regionali, accusati di peculato. Sarà identico anche l’epilogo?

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