Lascia Leu per passare con Bonelli. Anche i Verdi, nel loro piccolo, si prendono le loro soddisfazioni

mercoledì 3 Marzo 13:53 - di Marzio Dalla Casta
Verdi

Grama l’esistenza politica dei Verdi italiani. Viene in mente un fulminante aforisma che diceva pressappoco così: «La mia famiglia era talmente misera che quando finalmente diventammo poveri, organizzammo una festa». Ed è una vera e propria Piedigrotta di dichiarazioni quella allestita dagli ecologisti nostrani per accogliere tra le loro file Rossella Muroni, transfuga di Leu. Sarebbe una Carneade in gonnella. Ma è riuscita ugualmente a far traboccare di felicità il cuore di un leader super-stagionato come Angelo Bonelli. E non poteva che essere così, del resto, dal momento che i suoi Verdi sono visibili solo al microscopio.

Rossella Muroni aderisce ai Verdi

Ma con la new entry tutto cambierà. E sì, perché la Muroni andrà a fare compagnia a Lorenzo Fioramonti, già dimenticato ministro grillino all’Istruzione. Per lei è la svolta della vita e l’ha voluta sottolineare a dovere con il rituale tweet di commiato. «Ringrazio Leu che mi ha permesso di entrare in Parlamento – vi si legge -. Passo al gruppo Misto, restando in maggioranza. Non sono strade che si dividono ma orizzonti che si allargano». Una volta in rete il cinguettio, i fuochi d’artificio hanno cominciato a schioppettare. «È una bellissima notizia che accogliamo con grande soddisfazione», ha chiosato Bonelli. Si vedeva lontano un miglio che non gli sembra vero di avere ora due seggi in Parlamento.

Contribuirà a formare una componente del Misto

E, quel che più conta, in assoluto rispetto di quella parità di genere che, si sa, per i Verdi è quasi questione di vita o di morte. Tanto più che il raddoppio (da uno a due) della rappresentanza parlamentare consente, a lume di Regolamento, l’utilizzo del simbolo. Bonelli ha già archiviato la pratica annunciandone l’autorizzazione. A quel punto, nulla più potrà si frapporrà alla nascita della micro-componente dei Verdi. «Si apre una nuova ed entusiasmante fase politica per costruire la svolta verde di cui il Paese ha bisogno», è la  trionfante conclusione Bonelli. Nessun dubbio: è qui la festa dell’aforisma.

 

 

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