L’accusa contro Luca Casarini: “Ha preso soldi per soccorrere i migranti”. E lui insulta i magistrati

martedì 2 Marzo 10:06 - di Penelope Corrado
luca casarini

Un accordo commerciale stipulato tra la petroliera Maersk Etienne e la società armatrice di Mare Ionio per soccorrere i migranti. Tra gli indagati c’è anche Luca Casarini. Proprio lui: l’ex No Global era il capo missione della Mare Jonio, e ora è indagato per favoreggiamento, mentre non risulta che sia indagata anche l’intera Ong Mediterranea Saving Humans.

Ingente somma di corrispettivo per portare i migranti”

Tuttavia, come scrive oggi Filippo Facci su Libero, «la confusione tra scafisti e salvatori, insomma tra una professione e un’altra, resta. All’origine dell’indagine c’è un salvataggio marino dell’estate scorsa: il 5 agosto, la petroliera danese Maersk Etienne salvò dal naufragio 27 migranti ma rimase senza possibilità o volontà di attraccare, e la situazione si sbloccò solo l’11 settembre quando appunto la Mare Jonio prese a bordo i migranti e li sbarcò a Pozzallo (Ragusa) dove però le cose parvero poco chiare e iniziarono delle indagini. Dove ci sono indagini non mancano le intercettazioni, secondo le quali il trasbordo dalla petroliera alla nave sarebbe avvenuto in cambio di soldi, e pure tanti: la procura ha scritto di un’ingente somma quale corrispettivo». Con questa ipotesi di reato (soldi in cambio del trasbordo) i magistrati hanno disposto perquisizioni a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna. E ancora  Lapedona, Mazara Del Vallo, Montedinove e Augusta (SR). Il trasferimento avvenne dopo  37 giorni dal soccorso sulla Mare Jonio.

Luca Casarini si difende: “Una macchina del fango”

Al Corriere della Sera, Luca Casarini parla di «un teorema applicato al soccorso in mare». Il 53enne ex leader dei Disobbedienti sentenzia. «Se avessero trovato i quattrini ci avrebbero arrestati tutti. Non c’è niente. Non hanno niente nelle mani e rivoltano tutto per cercare una cosa che non esiste». E insulta i magistrati che indagano. «Ci sono Procure coraggiose come Agrigento e Roma. E ci sono piccoli procuratori come succede a Ragusa» Casarini arriva a parlare come il suo odiato nemico di sempre, Silvio Berlusconi. «È una macchina del fango vista tante volte. La società non ha mai fatto nulla di illegale».

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