«Italiani di m…a» e l’aggressione: a Pistoia la gang scatena l’odio razziale contro 5 ragazzi

lunedì 1 Marzo 17:41 - di Eleonora Guerra
pistoia aggressione

La richiesta di una sigaretta, il pestaggio, la rapina e quella frase: «Voi italiani non valete niente. Italiani di me…a, adesso vi picchiamo, così imparate a dare noia agli stranieri». È la dinamica di un’aggressione avvenuta venerdì sera nel centro storico di Pistoia ai danni di cinque ragazzi. Per l’episodio la polizia ha identificato e fermato 4 giovani, dei quali uno minorenne. Oltre al reato di rapina e di lesioni personali in concorso, alla gang è stata contestata anche l’aggravante dell’odio razziale.

La scusa della sigaretta e poi l’aggressione

I cinque ragazzi che erano in centro sono stati avvicinati dai loro aggressori con la scusa di una sigaretta. Il rifiuto ha scatenato prima le minacce, perpetrate anche con una bottiglia, che uno dei quattro teneva in mano, e poi il pestaggio, avvenuto mentre le vittime cercavano di allontanarsi. Gli aggressori hanno seguito i cinque giovani e hanno iniziato a colpirli con calci e pugni. Uno dei ragazzi ha avuto bisogno di cure mediche per un labbro rotto, un altro è stato derubato di 5 euro.

«Italiani di m…a, adesso vi picchiamo»

Durante il pestaggio, ripreso con il telefono cellulare da uno degli autori, le vittime sono state insultate e uno degli aggressori ha anche detto che «voi italiani non valete niente. Italiani di merda, adesso vi picchiamo, così imparate a dare noia agli stranieri». Il cellulare utilizzato per le riprese è stato sequestrato e allo stato non risulta che il filmato sia stato divulgato in rete, ma gli investigatori non escludano del tutto la circostanza.

Per l’aggressione di Pistoia contestato l’odio razziale

La polizia di Pistoia era intervenuta con due volanti in piazza San Francesco, non nuova a episodi di questo genere, subito dopo la rissa. I cinque aggressori, dei quali non sono stati divulgati dettagli su nazionalità ed età, ad eccezione del fatto che uno è minorenne, sono stati individuati a seguito dell’attività investigativa. Poi le vittime li hanno riconosciuti tramite fotografie. Ai quattro, oltre alla rapina e alle lesioni personali in concorso, è stata contestata anche l’aggravante dell’odio razziale per le frasi pronunciate durante l’aggressione.

 

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