In libreria il “Primo scoop” di Leandro Del Gaudio nella Napoli dei delitti e delle pene d’amore

giovedì 25 Marzo 13:48 - di Luca Maurelli

Il giornalista dal soprannome fallico colpisce ancora, nella Napoli annoiata dai troppi morti di camorra, molti anni prima che il Covid portasse una variante narrativa negli obitori collinari, oltre che virologica. La variante di un omicidio, da queste parti, può essere il luogo, Mergellina, in questo caso. “Insolito per commettere un delitto”, fa notare Adriano, cronista di giudiziaria sempre sul filo del rasoio, tra potenziali scoop e tristi ripiegamenti nel colonnino delle brevi. Nella vita, si sa,  bisogna essere fortunati anche su dove si viene uccisi: a Napoli, al contrario, ci vuole proprio culo a farsi ammazzare a Mergellina, vicino al mare, perché è qui che si accendono le luci della ribalta, da morti, e si scatenano i pruriti di scafati giornalisti allevati a gessetti bianchi in vicoli di boss o periferie di camorra. Mergellina, periferia di Posillipo, pensate un po’ che lusso indagare da quelle parti.

“Primo scoop” e la Napoli degli anno Novanta

Adriano, un “giornalista d.c.”, che non sta per Dopo Cristo, ne ha viste di tutti i colori ma riceve una scarica di adrenalina quando – siamo negli anni Novanta – si ritrova a raccontare sui giornali cartacei, all’epoca oggetto del desiderio perfino dei lettori, quel delitto così “insolito” non solo nel luogo ma anche nel protagonista, un informatore scientifico di Modena, e nella modalità, strangolato invece che banalmente pistolettato in qualche zona del corpo mirata a caso.
Su questo scenario di una Napoli ancora senza mascherina ma dai mille volti mascherati, Leandro Del Gaudio, vero cronista di giudiziaria del “Mattino“, ci racconta del suo alter ego Adriano, come già nel romanzo precedente. mandando alle stampe “Primo scoop” (Rogiosi editori, pp148, 2020), romanzo ironico e vagamente autobiografico che intreccia spunti di giallo a occasioni di passione rosso sangue, nelle quali scopre la propria fragilità e perfino una vena vagamente retrò nella gelosia che mal si concilia con la disinvoltura della sua collega di Modena, con la quale scambia baci e notizie. “Rieccola. Peperoni imbottiti ha riacceso il cellulare. La stronza. Avrà finito ora”. Il giallo più semplice di tutto il libro è questo: comprendere a quale attività dell’amica si riferisse lo stizzito Adriano.

Da Modena con mistero, tra amori e calcio

La storia di “Primo scoop” è quella di un informatore scientifico di Modena strangolato in un bed and breakfast a Mergellina, un medico napoletano in carriera, un primario di Bologna pronto ad assumere una importante carica pubblica. E due giornalisti – lui napoletano, lei modenese – che si confrontano, si scontrano, competono e collaborano nella risoluzione del giallo napoletano. Perfino la ricerca di un assassino, a Napoli, non può non passare per qualche divagazione calcistica, ma per una volta non c’entra Maradona bensì un suo caro amico, Caniggia, quello che ai Mondiali del’90, a Napoli, aveva mandato a farfalle Zenga (video) facendo eliminare l’Italia.
Leandro Del Gaudio c’era, quel giorno, al San Paolo ma una cosa è certa: non è lui l’assassino. Ne restano solo altri 79.999 su cui indagare.

 

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