Il pericoloso delirio di Joe Biden: «Putin è un assassino. Pagherà un prezzo molto alto»

mercoledì 17 Marzo 15:37 - di Sveva Ferri
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Joe Biden porta il livello di scontro con la Russia a un nuovo, inaspettato livello. Il presidente americano infatti, in un’intervista con la rete televisiva Abc, è arrivato a dire di ritenere che Vladimir Putin sia un «assassino», suscitando, come c’era da aspettarsi, un’immediata reazione da parte russa. «Lei lo conosce bene, pensa che sia un assassino?», gli ha chiesto il giornalista George Stephanoupolos. «Sì, lo penso», ha risposto Biden, che ha anche promesso che Putin «pagherà un prezzo» per le interferenze con la campagna elettorale americana, denunciate dall’intelligence Usa.

Biden: «Sì, penso che Putin sia un assassino»

«La cosa più importante nel gestire i rapporti con i leader stranieri, ed io ne ho gestiti tanti, è conoscere la persona che hai davanti», ha detto Biden nell’intervista a Good Morning America, rispondendo poi con quell’eclatante «sì, lo penso» alla domanda del giornalista su Putin «assassino». Nel corso del colloquio con Stephanopoulos, Biden ha anche ricordato quando in passato disse a Putin che non aveva un’anima, con un riferimento a quando nel 2000 «il presidente Bush aveva detto di averlo guardato negli occhi e di aver visto la sua anima». «Io gli ho detto – ha raccontato il presidente – “Io ho guardato nei tuoi occhi e non credo che tu abbia un’anima”, allora lui si è girato e mi detto “noi ci capiamo”».

La Duma: «Da Biden isteria dovuta alla debolezza»

Le parole di Biden su Putin costituiscono «un attacco alla Russia», ha dichiarato il Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin. Il contenuto dell’intervista, ha aggiunto, è frutto di «isteria provocata dalla debolezza». «Biden ha insultato i cittadini del nostro Paese», ha scritto Vyacheslav Volodin sul suo canale Telegram. «Putin è il nostro Presidente. Gli attacchi contro di lui sono attacchi contro il nostro Paese», ha aggiunto.

Biden alle prese con la crisi per l’immigrazione

L’intervista bomba arriva nel pieno di una grave crisi interna per Biden: le sue aperture immigrazioniste, infatti, hanno mandato al collasso il sistema d’accoglienza e sottoposto i confini americani a una pressione fortissima e crescente. Così forte e così crescente che ieri Biden ha dovuto lanciare un messaggio pubblico di chiusura agli immigrati. «Non venite, non lasciate le vostre case», ha detto il presidente democratico. Biden è riuscito così in un colpo solo ad acuire le polemiche a destra e a sinistra che da settimane lo investono sul tema.

La Casa Bianca sposta l’attenzione all’estero

All’indomani di questa resa su tutta la linea, Biden è andato in tv a dare dell’assassino a Putin. Spostando l’asse del dibattito dalle questioni interne a quelle esterne. E, soprattutto, da un terreno in cui si trovava in una posizione di assoluta debolezza a uno in cui può fare sfoggio di decisionismo muscolare. È sempre di questi giorni, infatti, la pubblicazione del rapporto dell’Office of Director of National Intelligence sulle interferenze russe nella campagna per le presidenziali del 2020.

Il presidente Usa: «Putin pagherà un prezzo»

Nel dossier si afferma che sia l’Iran sia la Russia, con il benestare diretto Putin, avrebbero cercato di interferire. Lo stesso rapporto sottolinea però anche che non ci sono prove che abbiano cercato di cambiare i risultati elettorali. Comunque sia, l’occasione è stata buona per far dire a Biden che “l’assassino” Putin «pagherà un prezzo», che «vedrete a breve». Biden, comunque, ha sottolineato che Washington può «camminare e masticare il chew gum» allo stesso tempo, intendendo che pur adottando misure nei confronti della Russia, manterrà «spazio per lavorare insieme dove ci sono aree di reciproco interesse», come il rinnovo dell’accordo Start sul nucleare.

Il Cremlino: «Un danno alle relazioni bilaterali»

Bisognerà vedere, però, cosa ne pensano a Mosca.  Le accuse di Washington sulle interferenze «sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «In generale – ha aggiunto – possiamo ancora una volta esprimere rincrescimento per tali accuse. Sono ben lontane dall’essere sostanziali e sono usate come scusa per introdurre la questione di nuove sanzioni contro il nostro Paese». Queste accuse inoltre, ha aggiunto, «danneggiano le relazioni bilaterali già sofferenti e scoraggiano gli sforzi politici per uscire da questa impasse».

 

 

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