Grillo fa il saltimbanco e si affida al suo Caronte per traghettare le anime dei Cinquestelle

domenica 28 Marzo 12:05 - di Hoara Borselli
Grillo

Se i teatri continuano a non vedere luce, c’è un teatrante che non si rassegna a mandare in lockdown i suoi show. Come i più abili saltimbanchi, il Grillo nazionale cambia palco ma non spettacolo. Come non approfittare dell’avvio al nuovo corso di comunicazione per inscenare un bel teatrino? Il pubblico festante non manca. In prima fila colui a cui è stato affidato questo corso, Marco Morosini, docente di politica ambientale al Politecnico di Zurigo, al fianco di Grillo dal ’92 che entrerà in aiuto al Movimento, definito dallo stesso Morosini «un’automobile con il motore di sinistra ecologista e il volante di destra populista».

Grillo e il “Caronte” Cingolani

Per l’occasione, oltre alla platea dei grillini, al garante e co-fondatore pentastellato si è aggiunto anche il neo-ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che, come il buon Caronte della Divina Commedia, avrà l’arduo compito di traghettarci in chissà quale verde distesa paradisiaca. L’apertura della prima lezione di comunicazione per i deputati e senatori del M5S è stata subito all’insegna dell’ironia per non dire dello sfottò che caratterizza il comico genovese, invitandoli a studiare. «Siete dei miracolati», ha aggiunto e su questo è veramente difficile dargli torto. Dovete leggere, essere curiosi! Al monito per i seguaci ecco arrivare inesorabile la sferzata di umiltà che contraddistingue Grillo: «Io sono l’Elevato e Cingolani il Supremo».

E Draghi non è più un freddo banchiere

Più che una lezione di comunicazione sembra di essere a un ritrovo mistico che con l’annuncio del nuovo obiettivo dell’azione politica dell’Elevato, ha fatto abbandonare ogni speranza di poter tornare sulla terra. Il “reddito universale”. Questa sarà la battaglia finale che a sua detta segnerà l’ultimo atto del suo spettacolo. Uno show ultraterreno a sfondo universale. Poteva mancare l’anima? Questa è stata attribuita al Presidente Draghi, passato con una capovolta degna dei migliori trapezisti, da essere una “Mary Poppins un po’ suonata”, a un uomo di parola, che ha dimostrato con la transizione ecologica e il reddito di cittadinanza, di non essere un freddo banchiere senz’anima.

La giravolta di Grillo

Sono bastati questi due provvedimenti a capovolgere nella comunicazione di Grillo l’idea di Draghi, visto da sempre come colui da dover fuggire come la peste per le sue politiche economiche europeiste , e con un colpo di magia diventato l’uomo che «riconosce la povertà, sa di cosa parla e vede il futuro». L’atto finale dello show ha regalato un altro monito ai seguaci: «Dovete mettere passione quando comunicate ed essere preparati». Passione e preparazione! C’è ahimè un aggettivo che manca a questo monito, non solo in questa prima lezione ma al modus operandi sia dell’Elevato che dei 5Stelle. Ed è un aggettivo che non solo qualifica, ma dovrebbe essere imprescindibile per una una buona comunicazione. La coerenza.

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