Giulio Tarro, basta allarmi: «Stiamo raggiungendo l’immunità di gregge. Ma sui vaccini serviva più tempo»

sabato 13 Marzo 14:23 - di Prisca Righetti
Giulio Tarro virus e vaccini

Giulio Tarro su virus e vaccini esorta tutti, esperti e non: basta allarmi: «Stiamo raggiungendo l’immunità di gregge. Ma sui vaccini serviva più tempo». Mentre il dibattito su Covid e vaccini imperversa in tute le sue declinazioni – sociali, politiche, al centro della cronaca – sulla scena irrompe nuovamente il noto virologo Giulio Tarro che, a riguardo, dichiara: «La premessa è che noi siamo le cavie della sperimentazione dei vaccini. Vista la velocità con cui sono stati realizzati. Il problema è questo: si tratta di vaccini preparati in maniera del tutto nuova. Che avrebbero bisogno di un maggiore approfondimento, soprattutto sulle possibili malattie autoimmuni. È stato poi dimostrato, cosa impossibile secondo i biologi molecolari che conosciamo, che questo Rna può benissimo andare ad influenzare il nostro Dna». L’esperto lo dichiara all’Adnkronos, con l’asciuttezza e l’incisività che gli sono proverbiali, commentando la campagna vaccinale e il blocco di un lotto di Astrazeneca.

Giulio Tarro su virus e vaccini: stiamo arrivando all’immunità di gregge

Il virologo Giulio Tarro, che fin qui ha sempre argomentato convinzioni e perplessità legate alla campagna vaccinale, analizza da un’angolazione diversa le vicende in corso dall’avvio a singhiozzo del percorso di immunizzazione. Un viatico tormentato da polemiche e ritardi nelle consegne delle dosi vaccinali. E negli ultimi giorni funestato dai decessi su cui indaga la magistratura, che nelle ultime ore hanno escluso – almeno fin qui – un nesso di casualità tra vaccinazione e decessi. E aggiunge: «Penso che abbiamo di fronte una malattia che si può curare . E che, come tutte, sia legata alla precocità della diagnosi. E ritengo che, al di là delle vaccinazioni, stiamo raggiungendo una immunità di gregge».

Tarro, la mia posizione? Mi baso su Nature che scrive: «Non c’è un solo virologo nel Cts»

Quanto alle varianti, il professor Tarro sostiene che «non esiste un allarme. Il virus ha circolato molto di più quello che si pensa. Il virus muta, fa parte della biologia. È sempre stato così. Le varianti hanno una contagiosità maggiore, ma questo fattore non è legato alla sua aggressività, che in realtà è ridotta. Già a marzo e aprile scorso il virus era mutato. La mia posizione? Mi baso sull’editoriale della nota rivista scientifica Nature, dove c’è scritto che «non c’è un solo virologo nel Cts»…, conclude Tarro. E a buon intenditor, poche parole. Poche altre almeno...

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