Giulio Tarro: «Finitela di seminare terrore». E parla di varianti Covid, vaccino e mascherine

giovedì 11 Febbraio 11:54 - di Giorgia Castelli
Giulio Tarro
«Il problema è la non tenuta della sanità, risultato di anni di gestione disastrosa». Giulio Tarro, già primario emerito dell’Ospedale Cotugno e  “figlio scientifico” del premio Nobel Albert B. Sabin, su Fb ha pubblicato l’intervista che ha rilasciato a Vivi consapevole 24. «La sensazione e in parte l’avevo predetto è che il virus diventerà stagionale». Sui numeri dei tamponi e sulla diffusione del virus Giulio Tarro ha una sua idea ben precisa. «Sono numeri che non rappresentano la realtà. I casi sono molti di più, il virus circola tra la popolazione. E in molti casi il suo decorso non richiede il ricovero ospedaliero. In tanti sono asintomatici. Il tasso di letalità è molto più basso».

Giulio Tarro: «Esistono decine di varianti di questo virus»

Secondo lei potremmo raggiungere a breve l’immunità di gregge? «Dipende da come continuerà a mutare il virus. Dissi dall’inizio che il virus mutava rapidamente. Finalmente questo pensiero ha trovato accoglimento tra i miei colleghi scienziati e medici. Esistono decine di varianti di questo virus. Sicuramente la viremia farà il suo corso. L’immunità di gregge si raggiungerà tra qualche mese, salvo sorprese».

Giolio Tarro boccia l’ipotesi di obbligatorietà del vaccino

Cosa ne pensa del fatto che si stia parlando di obbligatorietà del vaccino quando, nel nostro Paese, le dosi per vaccinare in massa la popolazione potrebbero essere disponibili non prima del 2022? «Reputo non corretto procedere verso l’obbligatorietà del vaccino». risponde Tarro. «Il vaccino, soprattutto in questo caso, deve essere una scelta discrezionale. Per il Covid-19 prima di inneggiare al vaccino, sarebbe il caso di valutare attentamente il rapporto tra rischi e benefici. Benefici che, per quanto riguarda i cosiddetti vaccini anti-Covid non si capisce quali siano, considerando che, così come dichiarato, addirittura, dal capo del dipartimento medico di Moderna, il dottor Tal Zaks, una persona vaccinata continuerebbe ad infettare gli altri. Tra l’altro – prendendo per buone le stime di aziende come la Pfizer e Moderna – questi vaccini garantirebbero, una immunità al massimo per due anni. Questo significa che non ci eviterebbero nemmeno il lockdown e che dovrebbero essere somministrati per sempre a tutta la popolazione».

«Le mascherine vanno indossate quando servono»

Quanto al distanziamento sociale «ha senso quando serve. Nel caso del Sars-Cov-2 è corretto evitare luoghi affollati o poco igienicamente precari, è una regola base. È sempre bene far arieggiare gli ambienti. Ricordo che i luoghi chiusi sono i luoghi dove più facilmente possono diffondersi i virus. Ma reputo eccessiva questa campagna mediatica al terrore». E infine, ha concluso Giulio  Tarro, le mascherine «vanno indossate quando servono. Se c’è il distanziamento si può fare a meno anche della mascherina, soprattutto all’aperto. La mascherina serve nei luoghi al chiuso o nei locali in cui ci sono contatti inferiori a un metro. Non se ne deve fare un abuso, perché a lungo andare possono diventare dannose per la salute. Non tutti siamo uguali e non se ne può imporre l’uso indiscriminato e ovunque».

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