Ferrara, anche la politica si divide sulla Maestà di Pesce. Omaggio alla donna o stereotipo?

martedì 23 Marzo 14:46 - di Redazione

Continua  a creare polemiche la “Maestà sofferente” di Gaetano Pesce. Di recente installata all’ingresso della fiera di Ferrara, sta sollevando opinioni contrastanti come era già avvenuto due anni fa quando l’installazione era apparsa in Piazza Duomo.

La Maestà Sofferente metafora della violenza sulle donne

Alta otto metri, l’opera vuole essere una metafora della violenza sulle donne. L’installazione raffigura proprio un corpo di donna trafitto da un centinaio di frecce. Ma senza testa. Si ispira infatti alla celebre poltrona “Up” che l’artista disegnò nel ’69 poi diventata un simbolo del design italiano. La scultura mostra anche una grossa palla a cui è legata da una catena e sei animali feroci ai lati. L’intento è rappresentare la violenza sulle donne e la loro prigionia. Pesce ha voluto donare questa sorta di allegoria alla città estense anche grazie all’interessamento di Vittorio Sgarbi, presidente di “Ferrara arte”.

La Maestà, installazione contestata dal Pd

Come già avvenuto in passato anche questa volta l’esposizione ha subìto contestazioni. “La donna è un mobile” – riferisce Repubblica – è il titolo di una lettera spedita alla stampa con in calce un centinaio di firme “in cui la Maestà viene definita «una visione vecchia perché stereotipata e superata» in quanto «non tiene conto del cambiamento culturale che ha investito la società negli ultimi decenni» e pertanto si tratta di «un’opera che fa tornare indietro la società tutta».

«Non è in discussione il valore artistico della scultura – spiega Ilaria Baraldi, consigliera comunale Pd e vicepresidente della commissione Pari opportunità – ma la rappresentazione che si dà della donna, senza testa né arti, senza personalità e trafitta. Insomma, la donna ancora una volta come oggetto, passiva, e non soggetto attivo»”.

Forza Italia ricorda che il primo ad esporla fu il sindaco Sala a Milano

La consigliera di Forza Italia, Paola Peruffo spalleggiata anche dalla coordinatrice di Italia viva Licia Barbieri, difende invece l’installazione e dice: “Credo che in qualsiasi opera d’arte si possano trovare spunti diversi, ma non dovrebbe essere il caso di innescare speculazioni politiche. La scultura è finita nel clima surriscaldato che infiamma Ferrara. Del resto le polemiche c’erano state anche quando fu il sindaco di Milano Beppe Sala a esporre la Maestà”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *