Femministe fanno la festa alla Madonna con una statua a forma di vagina. La Meloni: «Blasfemia»

lunedì 8 Marzo 20:47 - di Michele Pezza

Un accordo in extremis Peppone e don Camillo riuscirono trovarlo. Il Comune doveva costruire otto alloggi popolari su un terreno ceduto dalla parrocchia su cui insisteva l’antica edicola raffigurante la Madonna. Fallito ogni tentativo di disfarsene con la forza, il sindaco comunista si rassegnò a inglobarla nella nuova costruzione. Gli appartamenti si ridussero così a sette. E qui fu il parroco a far la sua parte: gli spettava assegnare la metà degli alloggi, ma ne considerò uno già occupato da un’Inquilina di suo gradimento. Questi erano i racconti che il Grande Fiume affidava alla pena di Giovannino Guareschi in altri tempi e in un’altra Italia. Ben diversa da quella di oggi, intossicata da ideologie di pseudo-liberazione, il cui unico obiettivo è quello di riportare l’uomo nel suo stato di natura. Non libero, ma primitivo.

Per protesta contro un parroco

Basta vedere quanto accaduto al quartiere Montesacro di Roma, dove un gruppo di femministe di due centri sociali ha protestato contro il parroco dei Santi Angeli Custodi portando in processione una Madonna a forma di vagina. La colpa di don Mario, subito bollato come «fascista ed omofobo»? Essersi opposto al progetto di pedonalizzazione di piazza Sempione che prevedeva lo spostamento della statua della Madonna subito prima della scalinata della chiesa. E aver definito «uno scempio» la bandiera Arcobaleno. Da qui la reazione femminista e la vigilia della festa della donna trasformata in oltraggio alla Madonna.

La falsa madonna portata in processione

Era rosa shocking e a forma di vagina quella portata in processione fino alla scalinata che porta al sagrato della chiesa. Che cosa volessero dire con questa blasfema carnevalata è un mistero che certamente svelerà uno di quei so-tutto-io che di solito troviamo appollaiati nei talk-show o nelle pagine culturali dei giornali. Hanno una toppa per ogni buco e beccano applausi ad ogni rammendo. Non da tutti, per fortuna. «Qualcuno si sente rappresentato da questi personaggi che fanno della blasfemia e del cattivo gusto una bandiera?», chiede Giorgia Meloni in un post nel quale mostra la foto pubblicata su “Il Giornale” (in alto). In appoggio alla leader di FdI anche Provita, associazione molto impegnata nelle campagne antiabortiste: «Ma le donne poi, sarebbero solo la propria vagina?».

 

 

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