Falce & Siringa: da Cuba arriva la bufala del vaccino “comunista”. E la sinistra italiana abbocca

lunedì 1 Marzo 15:27 - di Luca Maurelli
vaccino cuba

I comunisti di tutto il mondo sono già col pugnetto alzato e le maniche alzate per farsi iniettare il “vaccino del popolo” nel braccio, il sinistro, ovviamente. Avanti popolo, alla riscossa, vaccino rosso vaccino rosso, è il grido di battaglia che sale da giorno sulle bacheche social degli eredi del Pci, che ancora fanno politica e governano  in Italia. Anche da noi, anzi, soprattutto da noi, dove la nostalgia canaglia è sempre viva negli orfani del Che, è già iniziato il tam tam del vaccino “etico” di Cuba contro il Covid, quello che potrebbe salvare il mondo, esattamente come il comunismo doveva salvare il mondo. Favole, spesso dolorose. Un copione già visto.

La sinistra italiana festeggia il vaccino di Cuba

Esulta, il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratojanni, che annuncia: “Oggi il vaccino cubano Soberana approda alla terza e ultima fase di sperimentazione. Se tutto andrà come pianificato saranno prodotte 100 milioni di dosi, destinate anche ai Paesi che ne avranno bisogno. Se ce la fa un’isola sotto embargo economico, con la popolazione della Lombardia e il Pio della Campania, perché noi no? Il vaccino cubano è completamente pubblico, gratuito e libero da brevetti. Si dovrebbe chiedere la possibilità di replicarlo”.
Il cubano sì, il russo no, anche se il primo è ancora da sperimentare e da validare, dettaglio non marginale. Il secondo è già diffuso e sta dimostrando di funzionare in mezzo mondo, San Marino compresa. Ma il comunista tutto Falce & Vaccino tifa solo per il cubano “Soberana” e non per il post sovietico “Sputnik”, chissà perché.
Nel segno di Che Gueara e di Fidel Castro c’è chi in Italia, anche tra gli scienziati, enfatizza l’avvento del vaccino cubano che solo ora inizia la Fase 3 della sperimentazione, mentre nel mondo ce ne sono già 5 validati a un’altra decina in dirittura d’arrivo. Ma si sa, quando c’è di mezzo il modello-Cuba, nonostante la povertà dilagante e il tasso di mortalità per Covid tra i più alti, le aspettative si alzano, come i pugnetti.

Il medico italiano comunista che fa da gran cassa

Enfasi che deve molto a un medico, Fabrizio Chiodi, che da settimana imperversa sui giornali sostenendo di lavorare al progetto del vaccino “Soberana” e decantandone l’efficacia e la gratuità. Ma lei è comunista? gli hanno chiesto recentemente. E lui, senza imbarazzo. “Sì, la risposta è sì, senza giri di parole. Solo a Cuba è possibile lavorare a un prodotto che vada dal laboratorio alla clinica in maniera totalmente pubblica. Faccio questo lavoro principalmente per gli altri, è la mia etica, che si sposa in pieno con il lavoro portato avanti nell’isola”, ha detto recentemente a Repubblica. Peccato che l’Ema e l’Aifa, in Italia, non ne sappiano nulla.
Entro poche settimane il vaccino “comunista” sarà testato su decine di migliaia di volontari dall’Istituto Finlay di Cuba, che prime sperimentazioni cliniche, infatti, sono stati “incoraggianti” e “molto importanti” e perfino il New York Times ne ha dato notizia, senza verificare più di tanto tempi e sicurezza dello stesso. Che il vaccino esista e lo stiano sperimentando, non è in discussione. Che funzioni meglio di altri, che nel mondo arriverebbe gratuitamente, che sia considerato sicuro e che potrebbe salvare il mondo dalla pandemia, i dubbi sono più o meno quelli che nutriva il Che sull’alternativa tra Patria e muerte.

I dubbi della scienza e degli esuli cubani

Non a caso chi le cose di Cuba le conosce bene, come Carmelo Mesa-Lago, esule cubano considerato oggi il maggior esperto di economia cubana anche dalle autorità dell’isola, è molto meno entusiasta della propagada cubana su Covid, come ha recentemente dichiarato al Foglio. “Francamente, io non vedo questo successo. La produzione di un vaccino, di qualsiasi vaccino e non solo di quello contro il Covid 19, richiede tutta una serie di prove cliniche con un numero importane di persone. Almeno 10.000. Io non ho visto nessuna pubblicazione a Cuba in cui si dimostri che questi vaccini sono effettivi e che non abbiano conseguenze negative. Non so se è propaganda. Dico solo che non ho fiducia in questi vaccini fino a quando non saranno state fatte prove con i protocolli richiesti dalla professione medica e farmaceutica”.

Dove si vuole arrivare con questa operazione di propaganda? Secondo il sito Lnbq, “questi messaggi sembrano parte di una strategia di comunicazione, che mira a preparare l’opinione pubblica italiana a un possibile accordo commerciale tra il governo italiano e il regime castrista per l’acquisto del vaccino “Soberana”.
Del resto, i grillini che finora hanno fallito al governo sul fronte dei vaccini “veri e già convalidati”, da sempre si dichiarano filo-castristi. Per non parlare del Pd.

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