Erri De Luca si schiera con Zingaretti: «Dimissioni sincere. Un’ulcera incurabile e non operabile»

9 Mar 2021 15:34 - di Eugenio Battisti

Non è stato uno sfogo momentaneo né una mossa politica. “Sono state dimissioni sofferte. Sincere”. Così Erri De Luca sull’abbandono di Nicola Zingaretti del timone del Partito democratico. Lo scrittore e poeta di sinistra dice di essere rimasto molto colpito dal racconto personale del segretario dimissionario. Che nel Pd rappresentava la garanzia dell’alleanza governativa con i 5Stelle e il dialogo aperto con Conte. De Luca, nel suo curriculum extra-letterario spicca la sua adesione giovanissimo a Lotta Continua, è spietato con il Pd.

De Luca: le dimissioni di Zingaretti sincere e sofferte

Intervistato dall’Adnkronos, l’intellettuale cresciuto a libri, alpinismo e antifascismo, parla di un’ulcera. Una malattia “non curabile, non operabile, non sanabile”. Un’immagine forte per commentare lo strappo di Zinga e gli scenari, molto incerti, che ora si aprono nel Nazareno. E nello scacchiere politico. De Luca si atteggia a interprete profondo, quasi intimo, del governatore del Lazio. “Sono state un atto sofferto, doloroso, personale e sentimentale. Hanno messo in discussione un’intera vita di militanza in quella compagine. Sono state dimissioni – azzarda lo scrittore –  anche da se stesso, dalla sua vita politica precedente. È questo ‘racconto’ personale che soprattutto mi ha colpito. Un racconto molto sincero. Che ha messo a nudo la sua sofferenza, la sua delusione per tutto quello che aveva costruito finora, con quel partito e per quel partito”.

“Nel Pd  non si faranno molti scrupoli a passare oltre”

De Luca parla come se Zingaretti si fosse convertito al monachesimo. E che, nauseato dalle dinamiche di potere del suo partito, si apprestasse a raggiungere un eremo per non lasciare tracce di sé. Una lettura molto distante dalla realtà. Visto che il fratello del commissario Montalbano, proprio come Conte, non ha alcuna voglia di andare in pensione.

Sul futuro del Pd De Luca, simpatie no tav e molto amato dalla estrema sinistra, vede nero. Una donna? Un ritorno di Enrico Letta? Un ‘papa straniero’? Convinto della ‘assoluta’ sincerità dell’addio di Zingaretti (“gli sfoghi passano, come le sbronze…”), lo scrittore di sinistra dice di non credere che nel Pd “si faranno molti scrupoli nel passare oltre…”. Un Pd di cui Zingaretti (e De Luca condivide) Zingaretti dice di vergognarsi. “E vergognandosene – dice in un’intervista al Fatto Quotidiano di Travaglio – afferma l’ineluttabile esito. Lasciare quella casa, di cui appunto conserva solo la vergogna. Io così l’ho capita“.

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