È morto Raul Casadei: il re del Liscio stroncato dal Covid. Con lui se ne va un mondo di musica e folklore

sabato 13 Marzo 13:34 - di Bianca Conte
è morto Raoul Casadei il re del Liscio

È morto Raul Casadei: il re del Liscio stroncato dal Covid. Con lui se ne va un mondo di musica e di canzoni. Un mondo profondamente radicato nella tradizione popolare e folkloristica emiliana che il grande artista, straordinario personaggio simbolo di un universo regionale inimitabile, ha omaggiato con testi e musiche esportate ovunque nel mondo. E che hanno ballare intere generazioni. Un mondo popoloso e ricco di suggestioni, che oggi accoglie sgomento la notizia della morte del suo Re. Raul Casadei non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia contro il Covid. Dal 2 marzo scorso era ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena dopo aver contratto il coronavirus. Oltre a lui, si legge sul sito della Stampa, erano stati contagiati anche gli altri famigliari della celebre “dinastia” romagnola.

È morto Raoul Casadei, il re del liscio stroncato dal Covid

Una notizia, quella del re del Liscio che se ne va stroncato dal Covid, che lascia atterriti gli italiani tutti. emiliani e non, appassionati o meno a quell’universo artistico fatto di canzoni e melodie amate da intere generazioni e che hanno esportato l’Emilia e il suo folklore ovunque nel mondo. L’artista si è spento all’età di 83 anni. Raoul Casadei era nato a Gatteo (Forlì-Cesena) il 15 agosto 1937. Era fine febbraio quando la notizia appare improvvisamente su giornali e tv: il virus ha colpito tutti i 14 componenti della famiglia della dinastia romagnola dei Casadei. Tutti sono rimasti nelle loro case di Cesenatico. Tranne Raoul, che i medici hanno ricoverato per una polmonite da Covid. Fino ad oggi, il giorno dell’addio a un maestro di sempre. A un grande italiano che ha dovuto arrendersi al maledetto Coronavirus.

Raul Casadei, con lui il Liscio riletto nel segno del pop, diventa patrimonio popolare condiviso

Una vita spesa per il Liscio e in onore della sua Romagna. Che oggi porta a dire al sindaco di Rimini e presidente di Destinazione Romagna, Andrea Gnassi che «ci sono e ci saranno tanti modi per ricordare la figura di Raoul Casadei. Ma a me piace pensare a quello che ci ha dato con la sua musica in una vita piena di cose: gioia e allegria». Perché il Liscio, scrive ancora Gnassi, «era ed è parte di quello che siamo, a Rimini e in Romagna. Ma Raoul Casadei già negli anni Settanta, con la sua contaminazione pop, lo ha fatto diventare patrimonio popolare di tutto il Paese. Da genere local a passione mainstream, con hit che scalano le classifiche dei dischi italiani più venduti».

Unanime il cordoglio della politica, da Salvini a Bonaccini

E il compianto per la scomparsa di Raul Casadei si estende dal mondo della musica a quello della politica. Unanime il cordoglio per l’addio al re del Liscio che ha fatto dire al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: «Con lui se ne va uno straordinario personaggio. Un compositore che con grande professionalità ha portato in Italia e nel mondo un messaggio musicale profondamente radicato nella tradizione. Legato all’allegria e alla voglia di vivere. Fino a diventare uno dei simboli, un ambasciatore della sua e nostra terra». Pensieri e sgomento condivisi anche da Matteo Salvini che, su Twitter ha espresso «grande tristezza per la scomparsa di Raoul #Casadei, romagnolo geniale. Simbolo di belle tradizioni. Di un’Italia pulita. Con la sua arte e la sua musica ha donato allegria a intere generazioni. Una preghiera e un abbraccio ai suoi cari, lo ricorderemo sempre con affetto»

 

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