Congo, Iacovacci tentò di salvare Attanasio. Le indagini: uccisi mentre lo proteggeva

mercoledì 10 Marzo 14:13 - di Luciana Delli Colli
congo attanasio

Non dal “fuoco amico”, ma dai colpi esplosi dagli assalitori. Le indagini dei Ros in Congo hanno chiarito che l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, il 22 febbraio furono uccisi nel corso di un intenso conflitto a fuoco scatenato dal gruppo che voleva sequestrarli. A confermarlo sono stati i testimoni ascoltati dagli uomini dell’Arma durante la missione di cinque giorni sul posto.

Così Iacovacci tentò di salvare Attanasio

I carabinieri, che indagano su delega del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei due pm titolari delle indagini, Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti, hanno ascoltato tra gli altri Rocco Leone, vice direttore del Programma alimentare mondiale in Congo, sopravvissuto all’agguato. Tutte le testimonianze vanno inoltre nella direzione dell’esito tragico di un tentativo di sequestro e non di un’esecuzione. In particolare, i proiettili avrebbero raggiunto Attanasio e Iacovacci mentre il carabiniere tentata di portare l’ambasciatore fuori dalla linea di fuoco tra i sequestratori e i ranger del Congo, intervenuti immediatamente.

La Procura indaga anche per omicidio colposo

Molti punti, però, restano ancora da chiarire. E per questo la Procura di Roma indaga, oltre che per sequestro con finalità di terrorismo, anche per omicidio colposo. La nuova ipotesi di reato servirà a portare avanti gli accertamenti necessari sulle eventuali negligenze rispetto ai protocolli di sicurezza dell’Onu e del Pam nell’organizzazione della missione dell’ambasciatore. In particolare, gli inquirenti vogliono capire se ci siano state falle nella comunicazione tra le due strutture. Proprio in quest’ottica, oltre a condurre analisi sul tablet di Attanasio e ad aver sentito la moglie del diplomatico, gli investigatori hanno anche ascoltato il personale dell’ambasciata.

Verso una nuova missione dei Ros in Congo

Ma la Procura sta valutando anche l’invio di una nuova missione degli uomini del Ros a Goma. Sarebbe la terza in Congo. Il nuovo intervento servirebbe ad acquisire ulteriori chiarimenti sulla dinamica dei fatti e a svolgere accertamenti balistici. Ma anche a fare luce sulla matrice dell’agguato e sul motivo del tentativo di sequestro. Intanto, i pm di Roma hanno inviato una rogatoria in Congo chiedendo di trasmettere gli atti delle indagini svolte finora dalle autorità congolesi.

 

 

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