Casalino scappa davanti alle telecamere. Scena penosa con l’inviata di “Non è l’Arena” (video)

lunedì 8 Marzo 8:41 - di Gabriele Alberti
Casalino

Corre a perdifiato Rocco Casalino, ex portavoce dell’ex premier Giuseppe Conte. Anzi scappa di fronte alle telecamere. Un’immagine ridicola, visto che l’argomento è serio e un po’ di trasparenza non farebbe male. Francesca Carrarini, inviata di Massimo Giletti per Non è l’Arena, voleva infatti porgli delle domande per un servizio sull‘affaire mascherine. Logico, non si parla d’altro. Sono indagate diverse persone che lavoravano per Benotti. La giornalista voleva chiedere a Casalino proprio un commento su Mario Benotti, il consigliere e imprenditore coinvolto nella vicenda delle mascherine che di fatto ha scatenato un putiferio non secondario nella sostituzione del commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri. Che, lo ricordiamo, non è indagato.

Casalino scappa: imbarazzo

Qualcosa Casalino avrebbe potuto dire, se non altro di non saperne nulla. Invece, nell’imbarazzo più totale se la dà a a gambe levate. Siamo in pieno centro di Roma, Casalino non appena vede la giornalista di Giletti  inizia a correre velocissimo. Scatto da centometrista. Entra in un altro portone. La cronista aspetta che Casalino faccia di nuovo la sua comparsa. Appena esce la scena si ripete un’altra volta. Scappa a grande velocità. Impossibile farsi intercettare. Non è una bella scena.  In studio da Giletti la sequenza poco dignitosa viene commentata. Sandra Amurri non può non sottolineare l’evidenza: “Uno che fino all’altro giorno faceva il giro delle televisioni per presentare il suo libro, oggi non ha neanche l’educazione di fermarsi con una collega e dire ‘Guarda, di questo argomento io non parlo'”.

Giletti: “Casalino mi ha inviato un messaggio”

Giletti, a onor del vero, comunica che Casalino gli ha inviato un messaggio: “Mi ha mandato un messaggio sul telefonino, mi ha detto di essere pronto a chiarire”. “Tutti pronti, ma non si vede mai nessuno”, aggiunge la Amurri. E poi questo vizio di snobbare i giornalisti non depone a favore della chiarezza, anzi. Il tema è troppo importante, ne va del giudizio complessivo di un operato politico scadente. Quando si tratta di sponsorizzare il suo libro la loquela non gli manca. Il suo delirio di onnipotenza era stucchevole prima ma ora è quasi ridicolo. Le sue falcate a passo di carica per le vie del centro di Roma rimangono a eterna memoria, acorollario di una stagione da dimenticare. Nella forma e nella sostanza.

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