Caos scuola, 6 politico o merito? I presidi appesi alle decisioni del ministro. Che non arrivano

lunedì 29 Marzo 10:41 - di Eugenio Battisti

Ancora caos sulle regole per gli scrutini di fine anno al tempo del covid. Come devono regolarsi i presidi? Sarà possibile rimandare o bocciare? Le scuole sono appese al ministero guidato da Patrizio Bianchi. Che deve fare chiarezza visto il prolungarsi della Dad.

Promuovere tutti? Il dilemma dei presidi

«Al momento le disposizioni sono quelle pre-Covid. E dunque sarà possibile rimandare e anche bocciare chi ha molte insufficienze”, spiega al Corriere della Sera Cristina Costarelli. Preside del liceo Newton di Roma. “Certo negli scrutini terremo conto della situazione e delle lunghe chiusure. E si arrotonderà. Ma mandare tutti avanti di nuovo come lo scorso anno credo che sarà molto difficile e poco produttivo».

I presidi: non ripetiamo gli errori dello scorso anno

I presidi chiedono di non ripetere gli errori dello scorso anno. E un maggiore dialogo  con il ministro. Che finora non li ha incontrati. A  parole il successore della Azzolina ha detto di essere contrario al 6 politico. Ma finora ha lasciato ai professori mano libera.  «Sono i consigli di classe a decidere le valutazioni», ha ripetuto. Compito arduo, soprattutto per le zone rosse dove le scuola saranno chiuse fino a maggio.

Il merito non può essere ignorato

Sarà necessario alternare ‘comprensione’ per la situazione eccezionale al rigore.  «Non credo che sia utile la promozione automatica“, spiega il presidente dell’associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli. “Ma bisognerà tenere conto del disagio di un anno così travagliato. Distinguendo almeno tra chi si è impegnato anche se non ha raggiunto gli obiettivi e chi no. Nei casi dubbi si potrebbe promuovere con l’obbligo di recupero». Un compromesso utilizzato lo scorso anno: tutti promossi prevedendo corsi di recupero a settembre. Che non si sono mai fatti.

Lo scrutinio di fine anno è ancora un rebus

I rappresentanti degli studenti vorrebbero, ovviamente, eliminare la bocciatura. Troppo pochi i giorni in presenza per una valutazione tradizionale. La fine dell’anno si avvicina senza alcuna certezza.

Di certo non è possibile lasciare tutto com’ era prima del Covid, dice Patrizia Cocchi, preside del Vittorio Veneto di Milano. “Un conto è se si torna in presenza dopo Pasqua. Un altro se si dovesse rimanere in Dad fino a maggio. Con le lezioni a distanza la valutazione è in molti casi impossibile”,

Rimandare tutto a fine ottobre?

Ma anche promuovere tutti per due anni consecutivi non è la strada giusta. Un’ipotesi sul campo è quella di rimandare lo scrutinio a ottobre dell’anno prossimo. Consentire agli studenti due mesi  di recupero prima del verdetto.  Che permetterebbe anche maggiore serenità in questo scorcio di anno scolastico. Per non ‘massacrare di verifiche” gli studenti a maggio. E tranquillizzare i docenti che temono di non avere abbastanza voti in vista dello scrutinio. E suoi quali pende la mannaia dei ricorsi delle famiglie. Il Ministero batta un colpo. Basterebbe un’ordinanza per fare chiarezza. Ma non arriva. 

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