Belpietro: tempi duri per Draghi. Nella sua corsa al Colle sono d’inciampo Letta e Conte

sabato 13 Marzo 9:46 - di Redazione
Belpietro

Maurizio Belpietro non scommette su un futuro tranquillo per il governo Draghi. E i motivi sono tutti politici pur se si sommano ai ritardi nelle consegne dei vaccini e alla pandemia che non si arresta. Insomma nell’emergenza sanitaria potrebbe inserirsi un fattore di ulteriore criticità. Quale? Belpietro lo spiega oggi in un fondo su La Verità. 

Belpietro: le insidie del semestre bianco

“Fra pochi mesi – scrive Belpietro – scatterà il cosiddetto semestre bianco, ovvero il periodo che impedisce al presidente della Repubblica di sciogliere il Parlamento. Ciò vuol dire che se ora gli onorevoli hanno ingoiato il rospo di Draghi per paura di nuove elezioni e di perdere la poltrona, da settembre in poi cercheranno di sputarlo per conquistare un titolo di giornale e guadagnarsi una rielezione. In poche parole, è assai probabile che nei prossimi mesi registreremo un aumento della rissosità dei partiti, con le conseguenze facilmente immaginabili per il governo”.

Le ambizioni di Conte e Letta

Ma non basta: Draghi dovrà vedersela anche con Giuseppe Conte e Enrico Letta. “Avere a che fare con due pesi piuma come Vito Crimi e Nicola Zingaretti per il presidente del Consiglio era un gioco da ragazzi – annota Belpietro – ma ora, con Conte e Letta le cose sono destinate a cambiare, non solo perché entrambi hanno un profilo un po’ più alto dei predecessori, ma anche perché tutti e due nutrono sentimenti di rivalsa e coltivano un’ambizione, ossia diventare presidenti della Repubblica. Eh sì, proprio così: del professore di diritto allievo di Guido Alpa si sapeva, del professore di Scienze politiche allievo di Beniamino Andreatta ce lo si può immaginare”. Con buona pace di chi vedeva proprio in Mario Draghi il successore più accreditato alla guida del Quirinale.

Belpietro: Draghi incastrato a Palazzo Chigi

“Ciò significa – conclude Belpietro – che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle. Soprattutto perché i due futuri leader di 5 stelle e Pd sono un bel problema per Draghi, ossia per colui che sembrava il naturale erede di Mattarella. Con questa prospettiva, l’ex governatore rischia di rimanere incastrato a Palazzo Chigi. Con tutto ciò che ne consegue. Del resto si sa: c’è chi in conclave entra Papa e ne esce cardinale… Vedremo chi sarà”.

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