Bannon suona la riscossa: «Nel 2024 Trump tornerà presidente. Ma prima caccerà la Pelosi»

lunedì 22 Marzo 10:53 - di Valerio Falerni
Bannon

Donald Trump è tutt’altro che finito: «Nel ’22 sarà speaker della Camera al posto di Nancy Pelosi e nel ’24 di nuovo presidente». A metterci la faccia su una “profezia” tanto impegnativa è Steve Bannon, bandiera del sovranismo americano e stratega del tycoon. La sua forza è seminare certezze a breve e a lunga scadenza. L’intervista resa alla Verità, ne abbonda. A cominciare, appunto da questa su Trump per finire a Joe Biden, di cui proprio l’ex-presidente chiederà l’impeachment quando siederà sullo scranno più alto della Camera. A proposito di Biden, il profilo che ne traccia Bannon è terrificante: «Le sue capacità mentali sono al 50 per cento». Lo definisce «un incapace a capo di un regime di estrema sinistra». Se «la stampa lo tratta con i guanti bianchi», alla Casa Bianca, assicura, «non lo ascolta nessuno».

Steve Bannon intervistato dalla Verità

Lo descrive come «una marionetta affetta da un principio di demenza senile» e perciò «governata da Kamala Harris, John Kerry e Tony Blinken». Impossibile, quindi, che riesca a sedare le divisioni americane. «Se avesse voluto farlo – argomenta lo stratega -, avrebbe chiesto di andare fino alla questione del voto e non l’ha fatto. Nessuno in America pensa che Biden abbia ricevuto 12 milioni di voti in più di Barack Obama». Il riferimento è ai brogli elettorali lamentati da Trump e che Bannon dà per avvenuti: «Ho sempre detto che Biden non è un presidente legittimo». Demolito l’attuale presidente, Bannon passa ad analizzare i rapporti internazionali senza scansare le domande sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali. «Ci sono state, certo, ma a interferire veramente è stato il Partito comunista cinese». E per far perdere Trump.

«Salvini con Draghi? Compromesso necessario»

«Gli Stati Uniti – spiega – grazie alle sue politiche economiche avevano raggiunto traguardi mai previsti prima». Dire Cina è dire virus. «Arriva dal laboratorio di Wuhan: è parte di un programma di armi biologiche». Ma Bannon non cede alla suggestione del complotto: «Penso che sia sfuggito dal laboratorio, non credo che abbiano cercato di farne un’arma». Quanto all’Italia, la vede «messa male» e considera a rischio la sua salvezza, cioè «il risparmio accumulato dalle generazioni passate». Di Mario Draghi dice che è un «tecnocrate competente» ma, aggiunge, «risponde ai grandi interessi». E giustifica Salvini che lo sostiene. «Credo che i politici – conclude – debbano prendere decisioni importanti e anche di compromesso se vogliono aiutare il proprio il proprio Paese».

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