Astrazeneca: «Il cambio del nome del vaccino non è un restyling». In Italia superati i 4 milioni di dosi

mercoledì 31 Marzo 14:30 - di Redazione

Il vaccino di Astrazeneca ha cambiato nome ma non è un cambio di look per le polemiche e le prese di distanza dal siero anglo-svedese. “Condivido: il nome è abbastanza complicato. Questa, però, non è nessuna operazione di restyling. Il processo di definizione del nome di un farmaco è completamente diverso dal processo di approvazione. Sono due processi che vanno in parallelo”. Lo ha precisato Lorenzo Wittum, amministratore delegato di Astrazeneca Italia.

Wittum (Astrazeneca Italia): il cambio di nome non è restyling

Che ha anche affrontato il tema della sfiducia e dei contraccolpi subìti dopo il blocco momentaneo delle vaccinazione. “Il tema della fiducia mi preoccupa davvero molto.  Ma è essenziale focalizzarsi davvero sulla scienza e sui dati. I protocolli dei nostri studi in Europa e Usa erano per una vaccinazione universale. Senza limiti d’età sopra i 18 anni. E così sono state le approvazioni da parte di Ema in Europa e quella della Gran Bretagna. E ora siamo in procinto di fare la sottomissione negli Usa” per l’ok.

“Stiamo lavorando per la produzione in Italia”

Poi ha assicurato il massimo sforzo per superare i problemi tecnici. “Stiamo lavorando. Non ci aspettavamo che la situazione internazionale si complicasse. La capiamo e rispettiamo. Noi avevamo la visione di avere catene di produzione indipendenti fra i diversi continenti. Il problema si è verificato in Europa . E siamo totalmente focalizzati per far sì di portare un numero maggiore di dosi nel minor tempo possibile”.

“Da fine anno a inizio 2021 lavoriamo instancabilmente per migliorare la produttività degli impianti da un lato e dall’altro approfittiamo di iniziative come quella del ministero dello sviluppo economico e siamo in contatto con alcune aziende per far sì che la produzione possa essere fatta anche in Italia”. Già una parte della produzione del vaccino Astrazeneca è fatta in Italia per quanto riguarda l’infialamento. “E siamo in contatto con alcune aziende – ha aggiunto Wittum – che potrebbero produrre il bulk, che è la sostanza attiva”.

Siamo arrivati a 4 milioni di dosi per l’Italia

Poi ha confermato l’obiettivo annunciato. “Abbiamo l’ambizione molto grande di produrre 3 miliardi di dosi per tutto il mondo durante il 2021. E rimaniamo con questo impegno, ma ci rendiamo conto che dobbiamo chiudere questo gap“. Domani la consegna di altre dosi in Italia. “Solo due mesi fa l’Italia approvava il vaccino anti-Covid di AstraZeneca in Italia e con la consegna di domani arriveremo a 4,1 mln dosi. Mi rende particolarmente orgoglioso che 4,1 mln di italiani già si possano vaccinare con il siero di AstraZeneca”.

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