Amazon, Rampelli: “Sciopero sacrosanto. Il colosso del commercio digitale umilia i lavoratori”

giovedì 11 Marzo 18:50 - di Redazione

Pieno sostegno ai lavoratori di Amazon che hanno proclamato il primo sciopero nazionale da quando il gigante del commercio elettronico è approdato in Italia”. Così Fabio Rampelli, all’attivo molte iniziative contro lo sciacallaggio del e-commerce. Il vicepresidente della Camera punta i riflettori sulle condizioni nelle quali i dipendenti sono costretti a lavorare.

Rampelli: solidarietà ai lavoratori di Amazon in sciopero

“Che destano sconcerto non solo per lo stress al quale sono sottoposti con vigilanza digitale e tempistica da seguire. Ma anche per la mancanza di garanzie. La mannaia della scadenza di contratti a brevissimo termine che pone il lavoratore in una condizione di oggettivo ricatto. L’obbligo di portare un marsupio trasparente con lo stretto indispensabile per controllare che i dipendenti non rubino. Un trattamento che umilia tutti per gli errori, le responsabilità penali, di qualcuno“.

“Il colosso del commercio digitale cannibalizza il made in Italy”

Ma la denuncia del parlamentare di Fratelli d’Italia è a tutto campo. “Anche sul fronte commerciale, ci sono problemi seri. Che smentiscono la narrazione amazzoniana del ruolo positivo per il nostro made in Italy. Siamo stati contattati da commercianti fruitori della ‘vetrina’ Amazon. Che si lamentano dei pagamenti fatti dalla piattaforma. Amazon fattura dalla Gran Bretagna e i nostri commercianti sono costretti a pagare commissioni bancarie per bonifici che provengono extra Ue. Con costi davvero rilevanti. Anche questo smentisce la favola di Amazon che aiuta il made in Italy. Per questo, dati alla mano, siamo in grado di dimostrare che stanno cannibalizzando il nostro commercio di strada”.

Interrogazione al ministro Franco

Rampelli annuncia un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco per capire se il problema nasca dal sistema creditizio italiano (alcune banche applicano la commissione, altre non la applicano). “O se l’extra-pagamento è frutto della Brexit. Resta il fatto che il commercio di prossimità va sostenuto perché è garanzia di occupazione e di presidio del territorio”.

 

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