All’Oro – Roma

lunedì 1 Marzo 0:01 - di Redazione

All’Oro
Via Giuseppe Pisanelli, 23/25 – 00196 Roma
Tel. 06/97996907
Sito Internet: www.ristorantealloro.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: menù degustazione 88/150€
Giorno di chiusura: Domenica. Aperto solo la sera

OFFERTA
Situato all’interno dell’Hotel 5 stelle The H’All Tailor Suite, facente capo alla stessa proprietà, All’Oro è diventato sempre di più un indirizzo di riferimento per ogni gourmet che si rispetti. La vena creativa dello chef Riccardo Di Giacinto sembra non essersi esaurita, anche se alcuni dei piatti assaggiati non raggiungono quell’equilibrio che ci si aspetterebbe, rimanendo comunque un valido esempio di alta cucina che abbina la tecnica all’estro creativo e spesso al gioco, con le sue pietanze che si ispirano, nella forma e nei colori, ai più famosi dolci nostrani ma che nel sapore abbinano ingredienti salati. Ne è un valido esempio l’aperitivo gentilmente offerto a base di diversi finger food tutti ben realizzati: la panzanella liquida – una sfera croccante di pane con all’interno il condimento a base di pomodoro e cipolla – il maritozzo salato con farcia di vitello tonnato, il tacos messicano ripieno di guacamole, il noto gelato “cucciolone” qui rivisto in chiave salata con all’interno una crema di burro e alici, la variazione dell’amatriciana con un biscotto di pomodoro, della crema di pecorino e del guanciale croccante, la “gratta mela”, una piccola mela posata su una grattugia ripiena di porchetta, senape e mela e, infine, un cubetto di anguria in osmosi nel Negroni a pulire il palato. Originale nell’aspetto la Cesar Salad di pesce spada affumicato servito con spugna e crema di parmigiano, uovo sbriciolato e olive, il tutto coperto da una foglia croccante di lattuga. Molto buoni i pici fatti in casa con baccalà, pomodoro, maggiorana e pecorino, meno convincenti, invece, le linguine Paolo Petrilli con pesto di mare, cannolicchi, alga e limone, dove quest’ultimo ingrediente era dosato con estrema parsimonia tanto che il pesto era dominante; la cottura della pasta è risultata però eccellente. Carnose e sode le carni della rana pescatrice glassata nella ventricina con ciliegie, porro e lattuga, mentre il dessert – un finto limone di cioccolato bianco ripieno di lemon curd e mini babà – si è rivelato troppo dolce e alla lunga pesante; ben fatta la crema di limoncello che lo accompagnava. In chiusura un caffè solo leggermente sottoestratto ma dal buon aroma e persistenza, servito insieme alla piccola pasticceria.

AMBIENTE
All’unica sala interna arredata con toni scuri in cui spiccano i punti luce sui tavoli, fa da contraltare il dehors protetto da piante e fiori. Qui i tavoli sono coperti da tovaglie nere, da lampade e da piccole sculture in ferro colorato rappresentanti dei fiori.

SERVIZIO
Professionale e cortese.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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