Agrigento, sanitario muore di trombosi. Si era vaccinato pochi giorni fa con AstraZeneca

lunedì 15 Marzo 12:04 - di Redazione
AstraZeneca

Un’altra morte inquietante quella di un operatore sanitario, C.S. di 52 anni, di Licata, in provincia di Agrigento, morto  dopo la vaccinazione anti-Covid: alcuni giorni prima gli era stata inoculata, così come a tutti i suoi colleghi, la prima dose di vaccino anti-Covid, AstraZeneca. L’uomo, si sarebbe sentito male dopo qualche giorno dalla somministrazione del siero, nella sua abitazione. E’ stato trasportato all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata e poi trasferito, in elisoccorso, al Policlinico di Palermo. Qui  è morto per emorragia cerebrale. I familiari – secondo quanto riporta il giornale La Sicilia – avrebbero chiesto di verificare le cause del decesso, formalizzando una denuncia. Se ne occuperanno le Procure di Trapani, Gela, Siracusa, Catania e Messina. E i magistrati del quinto piano di palazzo di giustizia di Agrigento.

Operatore sanitario deceduto dopo il vaccino AstraZeneca

L’operatore sanitario  lavorava in una casa di riposo a Palma di Montechiaro. In un primo momento dalla vaccinazione non aveva avuto alcun problema. Pochi giorni dopo è iniziato un malessere generale che è degenerato in poco tempo. E’ stato trasportato d’urgenza dalla sua abitazione all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Da lì, viste le gravi condizioni, la decisione dei sanitari di trasferirlo in elisoccorso al Policlinico di Palermo; dove è deceduto a causa di una trombosi, come racconta il sito Agrigentonotizie.

La denuncia dei familiari

La notizia è drammatica. In Sicilia già dagli scorsi giorni sono al lavoro altre procure per accertare la morte del militare Stefano Paternò ad Augusta; del  poliziotto Davide Villa a Catania e del  maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco a Trapani. Tutti legati da un fattore comune: aver ricevuto la prima somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Gli altri casi, le autopsie

Intanto il palazzo di Giustizia di Gela continua a lavorare sul caso dell’insegnante di 37 anni ricoverata in condizioni gravissime al Sant’Elia di Caltanissetta dopo la prima dose del vaccino. Il mal di testa prima – ricostruisce il Giornale – lo stato confusionale poi, il ricovero e la sottoposizione ad un delicato intervento di neurochirurgia per una emorragia celebrale. Dopo l’operazione le condizioni della 37enne sono ancora critiche. La procura ha sequestrato le cartelle cliniche e si cerca di capire se sussiste o meno un collegamento con il vaccino. Al momento non c’è evidenza di  alcuna correlazione. Allo stato attuale delle cose, le uniche due autopsie svolte, sul corpo del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, stroncato da un infarto 48 ore dopo l’iniezione; e su quello della professoressa Annamaria Mantile, di Napoli, morta qualche giorno dopo la somministrazione, hanno escluso qualsiasi nesso di causa ed effetto.
Non risulterebbero, fino a questo momento, correlazioni tra la morte dell’operatore sanitario e la somministrazione del vaccino, avvenuta un mese fa.

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