Tinto Brass distrugge Conte: «È finito, basta». E poi su Mario Draghi: «È il meno peggio»

venerdì 5 Febbraio 14:11 - di Sara Gentile
Tinto Brass

Tinto Brass è uscito indenne dalla bufera che l’ha colpito alla soglia degli 89 anni. Il maestro del cinema erotico si è appena ripreso da un’ischemia che lo ha colpito lo scorso gennaio. E pochi giorni fa è uscito dall’ospedale in cui è stato ricoverato per quasi due settimane. «Ho passato cinque giorni in pronto soccorso – racconta in esclusiva all’Adnkronos – non mi rendevo conto di dove fossi, mi chiedevo dove fosse Caterina, perché non venisse e mi sentivo disperato. Poi ho capito che nessuno poteva entrare a causa del Covid, mi sono adeguato a quelle regole balorde. Ma sapevo che lei c’era sempre ad aspettarmi». Caterina non l’ha abbandonato un istante.

Tinto Brass: «Ogni mia speranza risiede nei giovani»

«Dopo un’emorragia cerebrale, un ictus e due ischemie il mio pensiero è più chiaro – confessa Brass – La libertà di un uomo si evince anche davanti alla malattia e quindi alla morte. In questo momento di emergenza, se un medico mi chiedesse di scegliere tra la mia vita e quella di un giovane non esiterei. Ho dato al mondo tutto quello che avevo da dare. Ora ogni mia speranza per un mondo migliore risiede nei giovani».

La paura della vecchiaia, tuttavia, non sembra sfiorarlo. «Non mi spaventa affatto. Ho fatto quello che potevo fare e non ho rimpianti su nulla. Vivo la mia vita serenamente e sono perdutamente, “grandemente”, innamorato di Caterina. Ciò non significa che abbia perso la gioia di vivere, sono felice di ogni momento». Neanche il coronavirus lo spaventa: «Figuriamoci, lo lascio fuori dalla porta di casa», ammette. E anzi, si dice «pronto ad accogliere la sfida di un simpatico produttore napoletano, quello di girare il mio ultimo film da remoto».

«Trasgredite e fregatevene delle regole»

In questi giorni il suo pensiero è rivolto ai giovani, soprattutto a quelli che vivono un momento di isolamento e magari rinunciano ad avere rapporti: «Trasgredite e fregatevene delle regole» suggerisce. Quanto al sesso, non usa mezzi termini:  «Con o senza mascherina, ma fatelo comunque e fatelo spesso». Proprio il sesso, fa notare il maestro, ancora oggi continua ad essere un tabù per molti: «Non certo per me – dice – ma per le femministe dell’ultima ora: provano a cambiare approccio ma non ci riescono perché sono imprigionate nella loro ideologia».

Tinto Brass: «Mario Draghi è un tecnico…»

E poi ancora. «Oggi la crisi la sto seguendo pochissimo – fa notare – non c’è nessun politico in grado di rompere o fare cose nuove oggi. Mario Draghi? È un tecnico, potrebbe essere un buon premier, è sicuramente il meno peggio. Conte invece è finito, basta».

Alle donne in politica invece, un consiglio lo dà volentieri: «Dovrebbero avere il coraggio di osare, di fare di più ma ricadono negli stessi cliché di potere degli uomini. Questo mi delude molto, le donne dovrebbero rompere con il modo di fare degli uomini, smarcarsi dalle loro dinamiche».

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