E “Giuseppi” dove lo metto? Come e dove piazzare Conte: ecco la vera grana di SuperMario

venerdì 5 Febbraio 10:31 - di Michele Pezza
Giuseppi

Giuseppi dove lo metto? È questo il rovello major di Mario Draghi nel comporre il puzzle della futura squadra di governo. Già, Conte è tanto importante quanto ingombrante. In ossequio al rango, un ex-premier può ricoprire solo alcuni dicasteri. Non più di quattro, a voler essere di manica larga: Esteri, Interni, Difesa e Giustizia. Nel caso di specie ci sarebbe la possibilità di uno scambio con la Ue: ridateci Gentiloni e prendetevi Giuseppi. Ma non è semplice perché non è una partita solo casalinga. Esclusi Giustizia, già prenotata dal Cavaliere per un tecnico d’area, e Interni dove resterebbe la Lamorgese, il campo si restringe. E poiché la Difesa è in cima ai pensieri dei renziani, non resterebbe che la Farnesina.

Alla Farnesina c’è già Di Maio

Ma è proprio qui che la sistemazione di Conte, da problema personale si trasforma in fatto politico. La poltrona è occupata da Luigi Di Maio, proprio quello al quale Draghi aveva fatto «una buona impressione». Alzarsi per lasciare la prestigiosa poltrona all’amico-nemico Giggino non ci pensa proprio. Tutt’al più, Conte potrebbe dirottarlo sulla guida del MoVimento, ormai sempre più bad company in vista del partito che verrà. Ma è tutto da dimostrare che l’ex-premier accetterebbe una soluzione che di fatto lo allontana dal cuore delle decisioni. Il suo destino personale è una partita nella partita. Perché è dalla sistemazione che troverà (o gli riserveranno) che dipenderà il suo futuro politico.

“Giuseppi” nutre ambizioni da leader politico

Nella fase di sperimentazione del suo terzo esecutivo, Conte preparava anche il suo debutto da leader dotato di truppe proprie. La spallata di Renzi ha fatto abortire tutto. Ma nella testa di Giuseppi l’idea continua a frullare. Potrebbe contare sui grillini malpancisti, ancora offesi dal modo in cui è stato defenestrato. Diventarne il capo, tuttavia, equivarrebbe a mettersi all’opposizione di Draghi. Che direbbe in quel caso Mattarella? I grillini di governo, invece, non servono: stanno con se stessi e con chiunque garantisca loro di durare. Oggi ci sono domani, non più. La soluzione, insomma, è tutt’altro che semplice. Persino per un mago come SuperMario. E il rovello major continua ad incombere sul Palazzo: e Giuseppi dove lo metto?

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