Totoministri, chi sale e chi scende. In bilico Gualteri. Via Bonafede. E spunta la ‘quota Conte’

martedì 2 Febbraio 9:36 - di Eugenio Battisti

Si ricomincia. Il primo tavolo ‘esplorativo’ di Roberto Fico è stato un guazzabuglio di richiesta, baruffe e levate di scudi. Nella sala della Lupa di Montecitorio è andata in scena una rissa continua.

Totoministri, le richieste assurde di tutti

I grillini, che ancora sperano nel Conte ter, vorrebbero tenere tutti i ministri. Una richieste impossibile.  Il Pd vorrebbe almeno una new entry, quella dell’attuale vicepresidente della Camera, Andrea Orlando. Ma la partita più difficile è salvare il ministro dell’Economia Gualtieri. Un ministero che fa gola a tutti. Specie in questo momento, con le prossime scadenze del Recovery Plan.

Renzi la spara grossa chiedendo addirittura quattro ministri. Italia viva chiede quattro ministeri. Tanti i nomi che si fanno. Alcuni sempre gli stessi. Tanti i ministri in bilico.

Il Mise potrebbe andare alla Boschi. Il ministero del Lavoro o l’Interno alla Bonetti. Oltre a Rosato è pronta a scaldarsi per il bis Teresa Bellanova. Non esclusi due vice premier, Luigi Di Maio e Orlando.

Quasi certa la caduta di Bonafede

Sono i Stelle a perdere alcune caselle strategiche. Quasi certo il sacrificio di Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia, del resto, sarebbe già stato defenestrato con il voto al Senato se Conte non si fosse dimesso un attimo prima. Al lavoro potrebbe fare le valigie di Nunzia Catalfo. Al suo posto, stando al totoministri delle ultime ore, forse Debora Serracchiani o Andrea Marcucci.

Se andasse così sarebbe salva la ministra Lucia Azzolina. Il partito di Crimi, infatti, non potrebbe perdere un atro ministero chiave. Ma anche così è difficile che il tavolo tenga.

E’ guerra di nervi dentro i partiti

Gli altri spostamenti nella scacchiera dei ministeri potrebbero essere ispirati a equilibri interni agli stessi partiti. L’ingresso di Stefano Buffagni al posto di Patuanelli allo sviluppo economico. Che andrebbe a sostituire Riccardo Fraccaro. Al quale si potrebbe dare un ministero minore. Magari nuovo di zecca.

Spunta la quota Conte

 Nel manuale Cencelli ora c’è anche la quota Giuseppi. Temendo di non restare in sella, il premier pretende qualche casella con suoi uomini. Prima di pensare a un suo partito per le prossime elezioni  (per ora lontane) ora vuole piazzare qualche amico. Per esempio Mario Turco, sottosegretario a Palazzo Chigi, molto attivo nella ricerca dei ‘costruttori’. A lui potrebbe andare bene il ministero del Sud. Un altro contiano doc  è Pietro Benassi, al quale Renzi chiede di togliere la delega ai Servizi.  Se il terzo, Domenico Arcuri, fosse costretto a lasciare l’incarico di commissario, potrebbe promosso con un ministero. Quanto ai responsabili, se non fosse Bruno Tabacci alla Famiglia, potrebbe essere promosso l’argentino Ricardo Merlo.

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