Crisi di governo e rimpasto, scatta il toto-ministri: la Boschi in pole position. Ecco gli altri papabili

martedì 5 Gennaio 16:25 - di Bianca Conte
rimpasto toto-ministri Boschi

Crisi di governo e rimpasto, siamo già al toto-ministri in cui spunta, tra gli altri, il nome della Boschi. Con gli aggiornamenti dei retroscenisti scatta anche il gioco dello scacchiere dell’esecutivo da riformulare e riempire. Uno schema in cui, guarda caso, l‘ex ministra e renziana di ferro, Maria Elena Boschi, la fa da regina. In pole position per i ministeri delle Infrastrutture o del Lavoro. E tra desiderata di Iv e papabili accreditati, le poltrone che traballano di più sono quelle dei grillini. Bonafede e Fraccaro in testa a tutti.

Crisi di governo, rimpasto e toto-ministri:  quando la Meloni disse di Renzi…

Più passano le ore, più il piano” accaparra poltrone” di Italia Viva svela curiosi retroscena possibili, rinvigorendo dubbi e sospetti. Mascherato dai nobili motivi di una strategia della crisi in atto, l’annuncio, perennemente minacciato dall’ex premier ed ex Pd, Matteo Renzi, di far “saltare tutto” finisce per delineare i contorni enucleati dal principio da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. Decisi sì, e non è certo una novità, a mandare a casa il governo Conte. Ma, altrettanto determinati a smascherare Renzi e i suoi proseliti di Italia Viva. Tanto che, solo pochi giorni fa, la presidente di FdI, sgomberando il campo da inutili equivoci e dubbi pretestuosi, ha dichiarato: «Mi corre l’obbligo di ricordare che FdI è tra i pochissimi a non aver mai votato la fiducia a Conte dall’inizio della legislatura. Io – ha aggiunto – non credo alla buona fede di Renzi e alla reale volontà di aprire una crisi di governo. Ma sarei contenta di sbagliarmi. In ogni caso è una cosa che si può verificare facilmente»…

Gli ultimi rumors su papabili e sostituzioni possibili

Come? proponendo, come sostenuto dalla Meloni in un’enunciazione precisa, «a chi realmente voglia, come noi», di «mandare a casa definitivamente il governo Conte, e comunque a tutto il centrodestra, di presentare una mozione di sfiducia al presidente del consiglio e all’intero governo. Così vedremo ancora una volta – ha proseguito la leader di Fratelli d’Italia – chi vuole mantenere in vita l’attuale esecutivo (o al massimo puntare a un rimpastino), con tutti i gravissimi danni che sta arrecando agli italiani. E chi invece vuole mandarlo veramente a casa».

Le dichiarazioni di Renzi a “Quarta Repubblica”

Al momento, però, Renzi continua a tenere la maschera solo calata a metà. E sa sarà crisi o si rivelerà una strategia precisa di Italia Viva, mirata a ottenere qualche poltrona in più, lo scopriremo nei prossimi giorni. Quando nel corso del Consiglio dei ministri i renziani e il loro nume tutelare dovranno definitivamente sciogliere la prognosi, smascherando una volta per tutte le loro reali intenzioni. Nel frattempo Matteo Renzi, intervistato ieri sera da Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete 4, si è affrettato a smentire nettamente la possibilità di finire nel nuovo scacchiere stilato dall’ennesimo toto-ministri. Asserendo, come riferisce oggi tra gli altri il sito de Il Giornale che: «Non sto facendo questa roba per me. Certo che non faccio il ministro, figuriamoci se dopo tutto questo casino mi metto d’accordo con Conte per fare il ministro». Adducendo semmai la reale motivazione alla base di minacce e pretese dell’ultim’ora, la necessità di un cambio di rotta. Di una mossa in grado di garantire «qualità» all’azione di governo.

Prime ipotesi di rimpasto: la Boschi alle Infrastrutture?

Da parte sua il premier in carica, che inizialmente aveva raccolto il guanto di sfida lanciato da Renzi, dicendosi pronto a sfidare in Aula il numero uno di IV, sembra fare un passo indietro. E arrendersi – almeno finché non verrà ufficializzato un incontro tra i duellanti – alle pretese/minacce di Renzi e renziani (ministra Bellanova in testa a tutti). L’obiettivo sembra chiaro: aprire uno spiraglio al maxi-rimpasto. Un’ipotesi che ha già fatto scattare il toto-nomi. Un disegno i cui contorni cominciano a definirsi. Tanto che, come spiega sempre il quotidiano diretto da Sallusti, «già ieri sono emerse le prime ipotesi sui nuovi ministri giallorossi. Con Ettore Rosato che potrebbe finire al Ministero della Difesa, portando Lorenzo Guerini al Viminale». Questa mattina, poi, è sceso in campo anche il Corriere della Sera, che prova a stilare le opzioni sul tappeto. Secondo le quali nel governo riveduto e corretto potrebbe entrare nuovamente Maria Elena Boschi. Che i quotidiani appena citati ipotizzano potrebbe sedersi sugli scranni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (al posto di Paola De Micheli del Partito democratico). O del dicastero del Lavoro, al posto della pentastellata Nunzia Catalfo.

Tra le poltrone che traballano, quelle di Bonafede e Fraccaro

Uno schema che al momento vanta un’unica certezza: le poltrone che traballano sono soprattutto quelle dei 5S. E allora, a rischiare grosso sarebbero soprattutto Riccardo Fraccaro (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) e Alfonso Bonafede. Non è un caso allora se, solo ieri, Renzi è tornato ad attaccare il guardiasigilli dichiarando: «Secondo me i ministri che ci sono ora non sono i migliori del mondo. Mi sono dovuto controllare ben bene per non votare la sfiducia a Bonafede». Un’altro ipotesi in campo, inoltre, potrebbe essere quella di Stefano Patuanelli (attuale ministro dello Sviluppo Economico) spostato all’Interno, con la bella Maria Elena alle Infrastrutture.

E sulla delega ai servizi segreti…

Infine, in piena pandemia si sfiora anche la vexata quaestio Recovery Fund, aggiornata al più prosaico schema delle poltrone. Ipotizzando, per esempio, di inserire uno sottosegretario ad hoc. Ruolo che, stando al quadro retroscenista in circolazione in queste ore, potrebbe calzare ad Andrea Orlando (vicesegretario del Pd). Un disegno al cui interno i dem sperano di ritagliare uno spazio anche per Maurizio Martina. Su tutto, poi, domina dall’alto la disponibilità annunciata da Conte a trattare pure sui servizi segreti. Nel caso il premier mollasse la presa e decidesse di lasciare la delega, la scelta potrebbe ricadere su Lorenzo Guerini. I bookmakers sono avvisati. E mezzo salvati dalle soprese dell’ultimo atto…

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