Stop allo sci, Zaia già pentito del sì della Lega a Draghi: «Occorre un cambio di passo»

lunedì 15 Febbraio 15:19 - di Redazione
Zaia

Luca Zaia all’attacco del ministero Speranza e dei suoi consulenti. «Basta con questo dibattito sul lockdown», ha sottolineato nel corso del consueto punto stampa sul contrasto all‘epidemia. «Chi lo propone – ha aggiunto – deve anche accompagnarlo con informazioni di carattere scientifico. Se la questione è la variante inglese, ricordo che in Veneto ce l’avevamo già a Natale». E già in quell’occasione – ricorda il governatore – «avevo annunciato che c’era stato detto che era una “scusa per giustificare la tragedia che stavamo vivendo. Ora si dice che questa variante è altamente contagiosa. Ma il 24 dicembre non era vero?».

Zaia: «Su quali basi si parla di lockdown totale?»

È un fiume in piena, Zaia. Indispettito come non mai dallo stop imposto dal ministro della Salute agli impianti sciistici a poche ore dalla  loro riapertura. Una mazzata, l’ennesima, a danno degli operatori del settore turistico, prima industria della regione. Gli strali del governatore si appuntano soprattutto contro Walter Ricciardi, il consulente di Speranza che per primo ha parlato di lockdown totale, per altro in tv e senza neppure informarne il governo. Zaia non lo cita direttamente, ma è a lui che allude quando ricorda che «non rischia niente» di quel che dice non avendo lui «responsabilità giuridica» per annunciare la chiusura totale delle attività.

«Riconoscere anche i danni agli operatori della montagna»

«A questo punto – avverte – oltre ai ristori devono essere riconosciuti anche i danni agli operatori della montagna. Perché avevano già iniziato a battere le piste da sci, ad assumere il personale stagionale, e si erano adeguati alle linee guida con i posti ridotti al 30 per cento». Anche perché – ha incalzato Zaia – «è molto probabile che molte di queste aziende non riaprano più». Sotto il profilo politico, il governatore è stato tra i dirigenti leghisti che più hanno spinto Salvini ad appoggiare Draghi. L’inattesa sortita di Speranza ora lo spinge a chiedere «un cambio di passo» al governo. «Ci vuole tutto, fino in fondo», ha auspicato.

 

 

 

 

 

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