Sindaco di Roma? Conte smentisce: “No, grazie”. Ma la strada è lunga e l’ambizione tanta

lunedì 8 Febbraio 16:46 - di Eugenio Battisti

“No, grazie”. Giuseppe Conte, intercettato per le strade del centro di Roma, smentisce la sua candidatura a sindaco di Roma.

Conte sindaco di Roma? “No grazie”

Ma non l’ipotesi di un ministero nel governo Conte. “Non è un passo facilissimo per alcuni di loro”, ha detto. “È comprensibile ci siano perplessità. Ho detto loro quel che penso. Che questo è il momento di guardare alle sofferenze delle persone, cercare di concentrarsi sul bene del paese”. Il vezzo di atteggiarsi a salvatore della patria rimane. Sulla partecipazione alla riunione del gruppo parlamentare dei 5Stelle minimizza. “È stata anche un’occasione per ringraziare tutti i parlamentari per il grande lavoro svolto, Li ho ringraziati tutti uno per uno”.

L’ex premier: “Io ci sono”. E la Raggi?

Conte sindaco di Roma? Ne hanno parlato i giornali. Si è vociferato che l’ex premier, in cerca di occupazione, non disdegnasse un ruolo da protagonista. La frase secca ‘io ci sono’, pronunciata durante la conferenza stampa improvvisata davanti a palazzo Chigi, lascia intendere che non molla. L’avvocato non intende tornare a insegnare all’università. Per lui si aprono varie ipotesi. Quella di un ministero pesante nel governo Draghi sembra sfumata nelle ultime ore. Quella di un suo gruppo parlamentare (con gli ex responsabili-costruttori in cerca di approdi) da eterodirigere, visto che Conte non siede in Parlamento, è ancora in bilico.

5Stelle e Pd al lavoro per il Campidoglio

“Io guardo sempre al futuro. E senza rammarico per il passato”. E nel futuro per i 5Sstelle c’è la partita difficile della successione a Virginia Raggi. Una eventuale candidatura di Conte al Campidoglio potrebbe essere l’asso nella manica anche del Pd. E metterebbe ko l’ipotesi Calenda. Finora l’unico candidato nel centrosinistra, vista l’assenza di candidati alternativi alla sindaca uscente. Che i 5Stelle non sanno come scaricare. Conte candidato a primo cittadino della Capitale, probabilmente, renderebbe anche superflue le primarie. L’avvocato del popolo, si sa, non ama confrontarsi con i numeri. Ma non disdegnerebbe un’investitura dall’alto. Che toglierebbe le castagne dal fuoco anche ai grillini che hanno maldigerito l’autocandidatura al bis della Raggi.

Sullo sfondo il nodo irrisolto di una candidatura unitaria Pd-5Stelle. Oggi forse più facile da comunicare e gestire di qualche mese fa.

Qualcuno, con grande fantasia, ha ipotizzato una lista Raggi per Conte. Con l’ex premier sindaco i grillini potrebbero rivendicare continuità rispetto al primo mandata, fallimentare, di Virginia e il Pd avrebbe risolto la minaccia esterna dell’avvocato

Tutte le strade portano a Conte

Poche ore fa però Conte ha smentito di avere velleità capitoline. Così come ha smentito l’ipotesi di un ministero. Nel totoministri di queste ore si sono fatte le ipotesi più disparate. Un dicastero green, il Viminale, gli Esteri. La confusione è tanta, unica certezza la smisurata ambizione del professore di diritto. E l’abitudine a cambiare idea ogni giorno.

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