«Sì a Draghi, ma da domani vogliamo conferme». Toninelli inventa la fiducia post-datata

mercoledì 17 Febbraio 17:49 - di Marzio Dalla Casta
Toninelli

Sarà pure scarsetto in materia di tunnel e di Brennero, ma quanto a senso della scena Danilo Toninelli non è secondo a nessuno. Davvero. Persino nel Draghi-day – con mezzo mondo all’inseguimento delle parole e dei sospiri del premier – è riuscito a rimbalzare sulle agenzie di stampa. E a dettare, da par suo, la linea ai 5Stelle: «Non è stato un brutto discorso, vedremo da domani come saranno i provvedimenti», è stato il suo benevolo commento al discorso di SuperMario. Parole, va da sé, che riecheggiano l’ormai celebre «mi ha fatto una buona impressione» lasciate cadere nonchalance da Luigi Di Maio, dicasi Di Maio, all’indomani del suo primo incontro con Draghi.

Toninelli era tra i ribelli di Rousseau

La stoffa è la stessa, sebbene in Toninelli sorprenda la rapidità con cui passa da una posizione all’altro che manco Tarzan con la liana… Solo pochi giorni fa lo avevamo lasciato tra gli irriducibili del “no e oggi lo ritroviamo in favore del ““. Certo, il riccioluto ex-ministro è soprattutto un militante, anzi un soldato. Ha votato “no” sulla piattaforma Rousseau per poi allinearsi al responso della maggioranza. Una volta si chiama disciplina di partito ed era una virtù ben considerata dai dirigenti più alti. Nel caso di specie, tuttavia, meglio s’attaglia il «non capisco, ma mi adeguo» del Maurizio Ferrini di Quelli della Notte.

Ora difende la supecazzola di Grillo

Sia come sia, è innegabile che Toninelli compia una piroetta dietro l’altra: «Il M5S darà una fiducia che però parte da domani. Oggi sarà un ma da domani ci servono conferme». La fiducia post-datata come un tempo gli assegni effettivamente mancava nel pur nutrito varietà della politica nostrana. Il bello è che la conferma tanto attesa da Toninelli è proprio la supercazzola inventata da Grillo: il ministero per la transizione ecologica. Talmente supercazzola che neppure Toninelli l’aveva bevuta. Per questo si era schierato per il “no” mentre ora invece annuncia un “sì” che somiglia a un “nì”. Più genio di così.

 

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