Sgarbi cita Kavafis e rivolge a Draghi il motto dannunziano: memento audere semper

giovedì 18 Febbraio 21:05 - di Eugenio Battisti

“Presidente lei vede assembramento, mentre si chiudono le piste di sci”. Così Vittorio Sgarbi, intervenendo alla Camera a titolo personale, nelle dichiarazioni di voto. Il critico d’arte non ha deluso le aspettative confermando la sua verve funambolica. Con il tradizionale finale pirotecnico. Sgarbi, come era prevedibile dai giudizi dei giorni scorsi, ha annunciato la astensione al governo Draghi. L’ex numero uno della Bce, curriculum di ‘alto profilo’, non lo convince.

Sgarbi cita il poeta Kavafis: “Draghi è un barbaro mancato”

Il senatore del gruppo misto cita anche il poeta greco Costantino Kavafis, autore della celebre Aspettando i barbari.  Per poi definire il premier Draghi  un ”barbaro mancato”.  La celebre poesia è emblematica. “Perché mai tanta inerzia in Senato? E perché i senatori siedono e non fan leggi? Oggi arrivano i barbari. Che leggi devon fare i senatori? Quando verranno le faranno i barbari”.

L’invito finale: “Memento audere semper”

E’ uno che ci inganna – aveva detto il critico d’arte – con la sua transizione, transazione ecologica. Infine un invito. Una provocazione alla Sgarbi. “Sia audace”, dice rivolgendosi al presidente Draghi, che ascolta silenzioso. Quindi la conclusione  ‘memento audere semper’.  ‘Si ricordi di osare sempre’, è l’appello ripreso dal celebre motto dannunziano.

 

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