Scuola, ecco cosa bolle in pentola: si inizierà prima, si finirà a giugno, test Invalsi dal 1° marzo

giovedì 18 Febbraio 10:33 - di Adriana De Conto
Scuola

Scuola tutta da rifare. Cosa vorranno fare il premier Draghi e il suo tecnico Patrizio Bianchi a capo di viale Trastevere?  Le ipotesi sulla scrivania del ministro dell’Istruzione sono varie e le ha indicate il premier nel suo discorso programmatico a palazzo Madama Si tratta in buona sostanza di indicare un preciso  programma di recupero e di riforma. Il che è un po’ vago, detto così. Ma alcuni punti fermi già si vedono: Draghi sostiene che si sia perso tempo in Dad. Il mondo della scuola è in subbuglio per questa frase.

Scuola, recuperare il tempo “perso” in Dad

Ma tant’è, il ministro si accoda: «Per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno» si comincerà con una rilevazione degli apprendimenti, per capire cosa è stato perso in questi mesi. Una prima mappa arriverà dai test Invalsi che cominciano il 1° marzo con le quinte superiori per poi passare alla terza media ad aprile e alle elementari a maggio.

Mondo della scuola in subbuglio

«Rivedere il disegno del percorso scolastico annuale» e decidere come «allineare il calendario scolastico» servirà prolungare le lezioni fino a fine giugno. Su come fare il ministro Bianchi ha intenzione di istituire a breve un tavolo tecnico – apprendiamo dal Corriere della Sera – che lavori ad una proposta che metta d’accordo esperti, Regioni e  sindacati. Non sarà semplice, per usare un eufemismo. Questi ultimi hanno già “ringhiato” contro l’allungamento delle lezioni fino a fine giugno. Pertanto “è sul tavolo l’ipotesi di una mediazione che consenta di organizzare corsi di recupero mirati per le scuole superiori già prima dell’estate”. C’è anche l’ipotesi di anticipare l’anno scolastico ai primi di settembre: questo per “riuscire ad accorciare i tempi per le assunzioni e di trovare professori nelle graduatorie, che ormai in molte province e per molte materie sono vuote”.

Quanto alla maturità, anche questa verrà gradualmente ridisegnata. L’ex ministro Azzolina aveva fatto pervenire a Draghi la richiesta di un esame in continuità con quello dello scorso anno. Ma  il panorama disegnato da Draghi rivoluzionerà il tutto. Si prevede infatti una riforma del percorso scolastico «con innesti di nuove materie e metodologie» combinando discipline umanistiche e scientifiche; che «aderisca agli standard qualitativi richiesti anche nel panorama europeo». Il Corriere ricorda infatti  nel suo ultimo libro Bianchi aveva ipotizzato l’amento dell’obbligo scolastico a 17 anni e il liceo di quattro anni. Dunque anche la maturità subirà sostanziali modifiche.

La rivincita degli Istituti tecnici

C’è una riforma già in cantiere: è quella degli Its, gli Istituti tecnici superiori, sui quali i premier si è soffermato nel suo discorso al Senato. Per tali istituti il Recovery plan ha previsto uno stanziamento record di un miliardo e mezzo, «20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia». Si tratterà – si apprende –  di percorsi biennali composti per metà di tirocinio nelle aziende e per metà di studio accademico rivolto ai diplomati delle scuole superiori che si affianca a quello universitario. Lo scopo è ampliare il numero degli studenti che compiranno tale scelta. Ma il mondo della scuola è in subbuglio. Troppe fughe in avanti.

 

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