“Repubblica” associa la scienziata Nasa della Colombia ai Narcos e scatena un putiferio diplomatico

sabato 20 Febbraio 20:55 - di Penelope Corrado
Colombia Narcos, Repubblica

“Colombia e Narcos” sta alla comunicazione mondiale come “Italia e mafia”. Uno stereotipo becero nel quale è scivolata la Repubblica. Il quotidiano che si erge sistematicamente a vestale del politicamente corretto ha scatenato un vero e proprio incidente diplomatico. Secondo il quotidiano di Bogotà El Tiempo, l’ambasciata colombiana a Roma starebbe preparando addirittura una nota di protesta indirizzata al quotidiano diretto da Maurizio Molinari.

Il titolo iniziava: “Dalla Colombia dei Narcos…”

“Dalla Colombia dei Narcos a Marte. La scienziata che muove la sonda”. Questo il titolo, definito “infelice” e “oltraggioso” dai media colombiani. L’articolo era dedicato a Diana Trujillo. La scienziata a capo del team di ingegneri del braccio robotico Perseverance è responsabile di un gruppo di 15 persone responsabili dello sviluppo degli strumenti chiave del veicolo. Dal titolo, invece, sembra quasi si parli di “una narcotrafficante mancata”.

Il quotidiano del gruppo Gedi si è affrettato a scrivere una nota su Twitter per correre ai ripari. “Ci sono polemiche per il titolo di questo articolo. Ma non c’è nessun pregiudizio né generalizzazione, è un pezzo della vita di Diana Trujillo che lei stessa ha raccontato. Basta leggere l’articolo, che poi parla della sua carriera. Ci dispiace che il titolo sia stato frainteso”.

Una precisazione che non ha convinto praticamente nessuno. “Il titolo è scorretto e offensivo e non ha nulla a che fare con la vita e i meriti di questa donna. Nessun malinteso. Faresti meglio a cambiarlo e scusarti invece di cercare specchi”, ha replicato l’utente @ SalvatoreMirag7 “E cosa c’entra la” Colombia dei narcotrafficanti “?

“Per il quotidiano italiano @repubblica non puoi essere semplicemente colombiano, devi essere” dalla Colombia dei narcotrafficanti “, attacca @IdafeMartin su Twitter.

La giornalista che ha scritto l’articolo, Gabriella Colarusso, aveva condiviso la foto del titolo su Twitter con belle parole: “Cosa rende grandi gli Stati Uniti nel mondo? La capacità di accogliere e dare opportunità a persone provenienti da ogni angolo del pianeta. Ai marziani, e non solo alla Nasa. Oggi su Republica raccontiamo la storia di uno di loro, l’ingegnere aerospaziale Diana Trujillo”. Ma il titolo era davvero troppo.

Fonti dell’ambasciata colombiana a Roma hanno annunciato una lettera per “esprimere il loro disappunto per il trattamento riservato alle informazioni di detto giornale”. Nel pomeriggio, anche il ministero degli Esteri colombiano ha pubblicato un tweet in cui ha stigmatizzato il titolo: “La Colombia è orgogliosa di professionisti come Diana Trujillo, esempio di perseveranza, successo scientifico e ispirazione per le nuove generazioni”.

L’imbarazzo è palpabile anche tra gli addetti ai lavori italiani. Uno per tutti, l’ex segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi che sul gruppo Facebook di Giornalisti italiani ha scritto. “Intanto titolo sbagliato e un poco razzista”. E quell'”Intanto…” ha già detto tutto.

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