Rampelli: “Presidente, c’è più amore per l’Italia nella nostra opposizione che tra i suoi ministri” (video)

giovedì 18 Febbraio 16:23 - di Redazione
“Lei e il suo governo rispetto alla democrazia da che parte state?”. Così Fabio Rampelli in aula a Montecitorio rivolgendosi a Mario Draghi durante la maratona prima della fiducia.

Rampelli: Prove tecniche di regime?

“In questi giorni abbiamo più volte sfidato la nostra coscienza. Echeggiavano vacui richiami alla responsabilità. Poco pregni di contenuti, quasi delle minacce. ‘Se non votate per noi siete fuori dal sistema’. Di rado si è visto un accanimento simile contro chi sceglie l’opposizione. Prove tecniche di regime?”.

Presidente Draghi, perché non si fa votare?

Il vicepresidente della Camera nel suo intervento ha rivendicato con orgoglio la scelta di Fratelli d’Italia di non appoggiare l’esecutivo dell’ex numero uno della Bce. E ha ribadito l’impegno a votare a favore delle proposte all’insegna del bene comune. E ha sfidato il premier sul terreno della democrazia. “Perché non ha accettato di mettere in sicurezza la salute degli italiani con un piano di vaccinazione efficace, consegnare il 30 aprile il Recovery Plan a Bruxelles e tornare alla normalità. Conducendo i cittadini a libere elezioni?”, incalza Rampelli ricordando Ciampi nel ‘93.
“Perché non vuole sottoporsi al giudizio del popolo? Per fare ciò che ieri ha illustrato occorre un mandato popolare. Non basta una raccomandazione illustre…”. Forse – continua l’esponente di FdI tra gli applausi – perché volete che questo Parlamento scelga il successore al Quirinale? O perché se si votasse il centrodestra vincerebbe tanto a poco?.

Le nostre scelte sulle orme di Giovanni Paolo II

“Le nostre scelte – continua in un crescendo – sono ispirate da quell’invocazione sublime di Papa Giovanni Paolo II. ‘Non appiattitevi nella mediocrità… Prendete nelle mani la vostra vita e fatene un autentico e personale capolavoro’. E il governo uscito dal cilindro di Mattarella e di Draghi non lo è, evidentemente.

“Veniamo dalla cultura del dono”

“La presidente Meloni le ha detto che saremo un’opposizione patriottica, non vogliamo nulla in cambio. Veniamo dalla cultura del dono di San Martino e Gabriele D’Annunzio. Regaliamo più di quanto abbiamo. Vogliamo ringraziarla per questo, invece di fare capricci?“.
E giù con il lungo elenco di provvedimenti  necessari all’Italia che Fratelli d’Italia si impegna ad appoggiare. Dal salvataggio di Alitalia al ponte sullo Stretto. Dall’Alta velocità alle tasse ai giganti del web.
“Se porterà l’Italia in Africa a realizzare infrastrutture e lavoro, a combattere lo sfruttamento neocolonialista bloccando i flussi migratori faccia conto su di noi”.

“Se sosterrà le imprese saremo al suo fianco”

E ancora. “Se conferirà ai lavoratori autonomi gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti. Sosterrà le imprese, abbasserà le tasse. Moltiplicherà la ricchezza per combattere davvero la povertà, trasferirà poteri e risorse a Roma capitale noi saremo in prima fila”. “Se 4 ore prima della riapertura degli impianti sciistici brucia 12 miliardi dell’indotto, se confermerà il Commissario Arcuri, tra gazebo milionari e provvigioni ingiustificate noi la contesteremo. Se avvantaggerà le finanze francesi o tedesche che vogliono papparsi banche e assicurazioni italiane, noi le daremo molto filo da torcere”.

L’Italia non è un villaggio, chiamiamola nazione

Infine un appunto linguistico e non solo. Lei – osserva Rampelli – ha citato tante volte il termine ‘Paese’.  I ragazzi del ’99, quelli di Solferino e Curtatone. I ribelli delle 5 giornate, i rivoluzionari della Repubblica romana. Ii soldati di Nikolajevka ed El Alamein. I magistrati, i poliziotti, i carabinieri uccisi da mafia non sono morti per un Paese. L’Italia non è un villaggio, ma una cultura millenaria. Forse meglio dire nazione, stato o patria. Ci faccia un pensiero”.
Infine la rivendicazione del profondo senso civico che ispira l’opposizione di Fratelli d’Italia. “Lei ha evocato ieri la metafora dell’amore. Voler bene, diceva Saint Exupery, prevede che ci si attenda qualcosa in cambio. Ma l’amore è un’altra cosa. Offrire lavoro e lealtà più di quanta ne riceverà dai partiti che la sostengono è amore puro“.

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